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Tetto al personale ad ampio raggio

I vincoli di spesa del personale previsti per gli enti sottoposti al Patto di stabilità interno trovano immediata e uniforme applicazione anche nei piccoli Comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti, per i quali si applicano a decorrere da quest’anno le regole di finanza pubblica previste dall’articolo 16, comma 31, Dl 138/11 (convertito dalla legge 148/11).

Con la deliberazione n. 256/13, la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti della Toscana, richiamando un parere precedentemente espresso dalla Sezione autonomie, sostiene che l’assenza di specifiche disposizioni di diritto intertemporale in ordine all’applicazione dei nuovi vincoli di spesa di personale «non consente di legittimare interpretazioni additive o derogatorie dell’articolo 76, comma 7, del Dl 112/08».

I vincoli pubblicistici imposti agli enti soggetti al patto di stabilità si applicano dunque dal 2013 anche ai Comuni con popolazione compresa fra 1.001 e 5mila abitanti, indipendentemente dall’esistenza di eventuali procedure concorsuali perfezionate nell’ esercizio precedente.

Anche i piccoli Comuni sono pertanto tenuti a osservare le regole dell’articolo 1, comma 557, della legge Finanziaria 2007, che impongono la riduzione della spesa di personale rispetto all’esercizio precedente, nonché l’articolo 76, comma 7, del Dl 112/08 che fissa il tetto massimo per le assunzioni a tempo indeterminato nel 40% della spesa corrispondente alle cessazioni intervenute l’anno prima. L’orientamento espresso dai magistrati contabili si contrappone all’interpretazione della Ragioneria generale dello Stato (nota del 26 febbraio 2013, n. 927), con la quale si legittimava l’assunzione di personale all’esito di concorsi avviati nel 2012, nell’ambito di atti programmatori sul fabbisogno di personale, conclusi con l’approvazione della graduatoria finale nello stesso anno.

Secondo la Corte, le ragioni di contenimento della spesa pubblica devono essere considerate prioritarie rispetto a valutazioni di merito riferite alla fase di prima applicazione della nuova disciplina in capo ai piccoli enti. L’estensione delle regole del Patto ai piccoli Comuni è infatti avvenuta, sostengono i giudici, assicurando comunque un congruo arco temporale durante il quale gli stessi enti hanno potuto riprogrammare i livelli di spesa e le procedure di reclutamento del personale.

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