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Test sui conti in 115 quesiti

Il referto riferito al primo semestre 2013, che i sindaci dei Comuni con più di 15mila abitanti e i presidenti di provincia devono trasmettere entro oggi alla Corte dei conti, è l’ennesima conferma di un sistema in cui continuano a “piovere” adempimenti moltiplicati, ridondanti e poco chiari. La novità questa volta arriva dal decreto legge 174/2012 di riforma del sistema dei controlli, che ha introdotto l’obbligo di trasmissione semestrale alla sezione regionale di controllo della magistratura contabile di una serie di informazioni per verificare la legittimità e la regolarità delle gestioni, oltre che il funzionamento dei controlli interni ai fini del rispetto delle regole contabili e dell’equilibrio di bilancio di ciascun ente locale. Le difficoltà, invece, derivano dalle Linee guida approvate dalla sezione Autonomie (deliberazione 4/2013) che contengono una serie di 115 punti di domanda con cui si passano ai raggi X la regolare osservanza delle norme che disciplinano il settore degli appalti, le spese di funzionamento, la gestione del patrimonio immobiliare e gli altri ambiti di maggior rilievo finanziario.

Di particolare complessità le domande sulle entrate. I riflettori sono puntati sulla capacità di programmazione delle azioni volte al miglioramento del grado di riscossione e sull’efficienza della gestione delle entrate locali. Occorre dare conto non solo della percentuale degli incassi sugli accertamenti contabilizzati, ma anche dell’indice di inesigibilità delle somme iscritte a ruolo o comunque per le quali risultano esperite tutte le azioni esecutive di recupero. L’indicazione delle cause significative che hanno determinato la mancata riscossione delle entrate non può comunque prescindere da valutazioni di tipo macroeconomico e di contesto istituzionale locale e nazionale.

Al vaglio sono posti anche i comodati gratuiti e tutte le altre forme di esenzione dal pagamento di canoni o tariffe; occorre verificare se l’ente ha concesso gratuitamente nel semestre strutture mobili, locali o patrocini dai quali derivino minori entrate (ad esempio per l’imposta di pubblicità). In questo ambito, occorre porre attenzione al divieto di effettuare sponsorizzazioni introdotto ad opera dell’articolo 6, comma 9 del Dl 78/2010. Anche la gestione dei lavori pubblici è in evidenza. Occorre infatti indicare la percentuale di realizzazione del Piano triennale delle opere, in termini di pagamenti effettuati e di tempi di realizzazione.

La verifica del grado di attuazione della programmazione non tiene tuttavia conto del ritardo con il quale gli enti locali sono costretti ad approvare il bilanci 2013. Difficilmente, infatti, potrà essere data conferma della coerenza del Peg e del Piano della performance con i progetti e programmi della relazione previsionale e programmatica, se non facendo riferimento agli strumenti triennali di pianificazione strategica approvati lo scorso esercizio.

Molto malumore anche tra le fila dei revisori degli enti perché si sono visti assegnato il compito di esprimere il parere sul referto dalle linee guida della Corte dei conti, mentre la norma non prevede nulla in tal senso. Il 30 settembre è anche data di scadenza per altre novità come la verifica degli obblighi di trasparenza e il monitoraggio delle assunzioni flessibili, nonché termine ultimo per inoltrare al Mef eventuale domanda di sperimentazione dei nuovi principi contabili e degli schemi di bilancio armonizzato. Novità che si vanno a sommare agli adempimenti più tradizionali come la verifica degli equilibri e il riconoscimento di debiti fuori bilancio, le dichiarazioni Iva e Irap.

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