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Tempi più lunghi per le sanzioni Sistri

Il Sistri si conferma limitato ai rifiuti pericolosi, ma si conforma meglio al nuovo scenario applicativo tracciato con il Dl 101/2013 che, nel percorso verso la conversione in legge, precisa le disposizioni dell’articolo 11, anche in ordine agli obbligati alla tenuta di registri e formulari.

Gli emendamenti al Dl approvati dalla commissione Affari costituzionali del Senato, infatti, contribuiscono a fugare una serie di dubbi che la nota del ministero dell’Ambiente del 30 settembre aveva cercato di mitigare. Inoltre si amplia, come accennato più volte dal ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, il periodo di non applicazione delle sanzioni, affinché tutti i soggetti obbligati familiarizzino con la complessità del Sistri e, soprattutto, l’architettura di sistema che gli sottende possa essere modificata nei molti punti caldi che necessitano di intervento.

Gli emendamenti all’articolo 11 che andranno all’esame dell’aula martedì prossimo prevedono l’obbligo di adesione al Sistri per enti e imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi; per enti o imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale compresi i vettori esteri che operano in Italia; per enti o imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazioni di rifiuti urbani e speciali pericolosi (però non è specificata la mancanza di detenzione). Sono compresi i nuovi produttori che trattano o producono rifiuti pericolosi.

Tutti i non obbligati hanno facoltà di adesione. Il ministro dell’Ambiente si riserva un decreto per individuare ulteriori categorie. Obbligati al Sistri dal 1° ottobre 2013 figurano anche i vettori esteri che trasportano rifiuti all’interno del territorio nazionali o effettuano trasporti transfrontalieri in partenza dall’Italia. Altra novità è costituita dal fatto che le sanzioni si applicano dal 31 dicembre 2013 per la partenza del 1° ottobre e dal 2 giugno 2014 per quella del 3 marzo del prossimo anno. Nel frattempo, tutti dovranno continuare a tenere registri e formulari degli articoli 190 e 193 del decreto legislativo 152/2006 con l’applicazione delle relative sanzioni, sulle quali tuttavia è opportuno che venga fatta chiarezza poiché non è così scontato che siano ancora vigenti per tutte le categorie obbligate a tali scritture. Le sanzioni Sistri, però, saranno modificate e integrate con decreto del ministro dell’Ambiente entro il 3 marzo 2014.

Gli agricoltori disciplinati all’articolo 2135 del Codice civile, produttori iniziali di rifiuti pericolosi (per esempio batterie e olio dei mezzi agricoli), non devono iscriversi all’Albo gestori ambientali per il trasporto in conto proprio di tali rifiuti all’interno della provincia o regione ove ha sede l’impresa per conferirli nel circuito di raccolta. Nuove le modalità alternative per la tenuta del registro di carico e scarico: conservazione per tre anni del formulario o della scheda Sistri o del documento di conferimento dei rifiuti agricoli pericolosi nell’ambito del circuito organizzato di raccolta.

Viene anche ridisegnata la platea degli obbligati ai registri e il sistema si “ricalibra” dopo le modifiche dei soggetti obbligati al Sistri. La logica è quella secondo cui chi non è nel Sistri, neanche volontariamente, è nel sistema cartaceo. Comunque il Dl decreta l’obbligo per enti e imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi; per i produttori di rifiuti non pericolosi da lavorazioni industriali e artigianali e per quelli da potabilizzazione e altri trattamenti di acque (non per il trasporto in conto proprio). Si aggiungono enti e imprese che raccolgono e trasportano rifiuti o che li preparano al riutilizzo, li trattano, recuperano e smaltiscono, compresi i nuovi produttori. Commercianti e intermediari dovranno annotare il registro 24 ore prima dell’operazione ed entro 48 ore dalla sua conclusione. Ma, se tutti questi soggetti aderiscono obbligatoriamente o volontariamente al Sistri, non sono tenuti ai registri. Infine il formulario resta per enti e imprese che non sono obbligati o che non aderiscono volontariamente al Sistri.

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