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Tassa di soggiorno a spron battuto

Tassa di soggiorno a spron battuto. Il nuovo prelievo introdotto dal decreto attuativo del federalismo fiscale in materia di fisco locale  vede in queste settimane d’estate i comuni protagonisti da Nord a Sud. A Padova, ad esempio, la tassa scatterà dal primo settembre prossimo mentre il Comune di Sciacca (Agrigento) la istituirà a partire dal primo gennaio 2012: come ha annunciato l’assessore al bilancio Fabio Leonte la tassa riguarderà i visitatori che soggiorneranno negli alberghi della cittadina termale che dispone di 5 mila posti letto. “Un provvedimento – aggiunge l’assessore Leonte – che ci permetterà di incamerare nuove risorse, nella prospettiva degli annunciati nuovi tagli sui trasferimenti dallo Stato agli enti locali”. Per il sindaco di Sciacca Vito Bono “è una misura inevitabile: la stanno adottando moltissimi comuni turistici. Ogni estate Sciacca decuplica il numero dei suoi abitanti, e non è più pensabile che a garantire il finanziamento dei servizi minimi essenziali siano soltanto i residenti”.  Domani sarà invece il gran giorno di Venezia. ‘Grazie per essere sponsor delle bellezze di Venezia’, è lo slogan con cui anche il comune lagunare applicherà ai turisti un’imposta di soggiorno, che, come è stato illustrato ieri in comune, risulterà molto strutturata, essendo improntata la sua modulazione ai principi della territorialità e della stagionalità. Si andrà, ad esempio, dai 5 euro per hotel e motel a cinque stelle in centro storico in alta stagione ai 3 centesimi di un campeggio a una stella in terraferma e nell’estuario in bassa stagione. “L’operazione – ha spiegato il vicesindaco, Sandro Simionato – ha provato a essere coerente con due obiettivi sostanziali: il dettato normativo della legge nazionale che ha consentito l’ introduzione dell’imposta e l’equità. Vogliamo mantenere gli stessi standard qualitativi da offrire ai nostri cittadini e ai nostri ospiti e siamo convinti che, rendendo consapevoli i turisti del senso e della motivazione dell’imposta, se non la renderà bene accolta, quanto meno la farà comprendere”. Nell’articolato regolamento che il Comune di Venezia ha elaborato al termine di un lungo confronto con le categorie, sono previste esenzioni e riduzioni, con un provento iscritto a bilancio per il 2011 di 8 milioni, con una prospettiva di 23 milioni per i due anni seguenti. Le cifre ricavate saranno destinate a tre voci: promozione del turismo, interventi di manutenzione, fruizione e recupero di beni ambientali e beni culturali. Fondamentale l’opera informativa, con già 47.400 link internet, come ha sottolineato il direttore generale, Marco Agostini, che parlano dell’imposta di soggiorno veneziana. “E siamo uno dei pochi comuni – ha sottolineato Agostini – che ha applicato l’imposta facendo decorrere i sessanta giorni previsti dal codice del contribuente, per garantire la migliore informazione a tutti i cittadini, italiani e stranieri”. “Il miglior riconoscimento per il lavoro che abbiamo svolto – ha concluso l’assessore al turismo, Roberto Panciera – è la dichiarazione del Comune di Firenze, che modificherà il proprio regolamento a imitazione del nostro”.
La tassa di soggiorno intanto sembra ispirare le forze politiche, che pensano di traslarne l’applicazione anche su livelli sovracomunali. È il caso del pacchetto di emendamenti alla manovra, predisposto da Io Sud e da Coesione nazionale. Adriana Poli Bortone, presidente di Io Sud ha spiegato che “le misure vanno dall’introduzione di una forma di prelievo fiscale per gli italiani residenti all’estero ma che vivono in Italia, usufruendone dei servizi, all’abolizione totale delle province, al dimezzamento dei deputati con l’introduzione del limite di due legislature, alla creazione del Senato delle autonomie, allo slittamento a ottobre dell’inizio dell’anno scolastico nelle regioni a vocazione turistica per rilanciarne l’economia”.
“Su alcune questioni – afferma Adriana Poli Bortone – come il dimezzamento del numero dei deputati e l’abolizione delle province, siamo curiosi di misurare il grado di convergenza con gli altri partiti e con chi ha pubblicamente dichiarato di essere favorevole a questi provvedimenti”. Rispetto a quanto annunciato nei giorni scorsi dalla leader di Io Sud la novità è rappresentata da quella che la senatrice paragona ad una sorta di tassa di soggiorno per gli italiani che vivono nel nostro Paese ma che hanno la residenza fuori. “Il fisco – spiega la parlamentare – deve monitorare tutti questi soggetti. Parliamo di persone che rivestono posizioni economiche di rilievo, non certo del ceto medio o del pensionato sociale, che dispongono di grandi capitali. La loro scelta di spostare all’estero la residenza non deve però rappresentare un danno per tutti gli altri. Quindi è giusto che paghino”.

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