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Tagli flessibili per le regioni

Via libera della Commissione bilancio del Senato all’emendamento alla manovra correttiva a firma del relatore Antonio Azzollini (Pdl) sul patto di stabilità che lascia invariati i tagli per regioni, province e comuni, ma introduce una flessibilità nella ripartizione per le regioni virtuose. “È stato approvato – ha detto Azzolini – il testo del mio emendamento sul patto di stabilità per regioni ed enti locali che non modifica i saldi ma dà linee di indirizzo per la ripartizione dei tagli per gli enti virtuosi”. L’emendamento prevede che i tagli di 8,5 miliardi per le regioni in due anni restano invariati, ma saranno premiate le regioni virtuose che rispettano il patto di stabilità interno, che hanno spese per il personale più basse in rapporto alla spesa corrente, che frenano la spesa sanitaria e contrastano le false invalidità. Criteri e modalità dei tagli saranno decisi nella Conferenza Stato-regioni entro 90 giorni dalla conversione in legge della manovra. Anche sindaci (tagli per 3,7 miliardi) e province (800 milioni) decideranno in Stato-città.
Salta poi l’aumento della soglia di invalidità all’85%, ma arriva una stretta sui controlli sui falsi invalidi, con un aumento delle verifiche che passano da 200mila a 250mila. È questa la soluzione individuata dal relatore, che modifica la norma sull’invalidità contenuta in manovra e sostituisce l’emendamento già presentato nei giorni scorsi. La soglia per poter ottenere l’assegno torna quindi al 74%. Azzollini ha già depositato l’emendamento in commissione. “Ci sarà massimo rispetto per la vera invalidità – assicura il relatore – ma lotta intransigente sulle false invalidità, con controlli che passano da 200mila a 250mila”. “È stato presentato – ha aggiunto – e sarà approvato un emendamento che prevede uno scambio virtuoso. La soglia per poter ottenere l’assegno torna al 74% per tutti, ma vengono potenziati i controlli affinché quella soglia sia effettiva”.
Via libera, ancora, alla proroga, fino al 20 dicembre 2010, della sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari e contributivi per i titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo, con volume d’affari non superiore a 200mila euro. La misura viene finanziata in parte con lo scudo fiscale, in parte con l’aumento delle accise sulle sigarette low cost e fai da te. Disco verde anche alla norma salva-precari per le regioni a statuto speciale, in particolare per la Sicilia. L’emendamento prevede che il tetto del 50% della spesa sostenuta l’anno precedente dalle amministrazioni e dagli enti pubblici per avvalersi di contratti a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa non sia applicato nel caso di “proroga dei rapporti di lavoro a tempo determinato stipulati dalle regioni a statuto speciale, nonché dagli enti territoriali facenti parte delle predette regioni”. La copertura è garantita “dalle risorse finanziarie aggiuntive appositamente reperite” dalle regioni stesse “attraverso apposite misure di riduzione e razionalizzazione della spesa certificata degli organi di controllo interno”.
L’aula del Senato voterà il decreto-legge 78/2010 mercoledì 14 luglio, come ha stabilito la Conferenza dei capigruppo. La discussione generale comincerà domani mattina e proseguirà venerdì 9 luglio. Le votazioni cominceranno da martedì 13 luglio.

La posizione delle autonomie
Si respira aria sempre più pesante nel mondo delle autonomie. Per domani è prevista in Conferenza unificata la presenza del Ministro degli affari regionali, Raffaele Fitto, e del Ministro dell’economia, Giulio Tremonti. Ma le Regioni insistono: sulla manovra chiedono di incontrare il premier, Silvio Berlusconi. “Noi chiediamo sempre un incontro con il Presidente del Consiglio. È quella la sede istituzionale per ottenere risposte alle nostre richieste”. È la risposta che arriva dal presidente della Conferenza della regioni, Vasco Errani. “Domani (oggi, ndr) riuniremo i vertici dell’Associazione per stabilire la linea unitaria delle Province e condividere le nostre decisioni con regioni e comuni”, fa eco il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione. Al termine dell’incontro sarà votato un ordine del giorno che verrà poi portato all’attenzione della Conferenza delle regioni e dell’Anci. “Domani (oggi, ndr) riuniremo in forma straordinaria il nostro ufficio di presidenza, ma se le condizioni dovessero rimanere invariate credo che non ci presenteremo alla Conferenza Unificata di giovedì”, ha affermato il presidente dell’Anci Sergio Chiamparino. “Il problema – ha aggiunto il sindaco di Torino – non è l’incontro con il Ministro dell’economia Tremonti, serve al contrario un incontro di tipo politico”.

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