Questo articolo è stato letto 0 volte

Tagli ad assegni e indennità per chi non trasmette i dati

Tutti i dati continueranno a essere inviati al Ministero dell’Economia attraverso l’apposito sistema Web, a cui si accede dal sito della Ragioneria Generale dello Stato, con una cadenza semestrale, entro 30 giorni dal termine del periodo di riferimento. Un decreto dell’Economia dovrà farsi carico di definire, come ogni anno, i prospetti sia per le informazioni di competenza mista, sia per la dimostrazione dell’obiettivo programmatico. La mancata trasmissione degli obiettivi programmatici entro il termine di 45 giorni dalla pubblicazione del decreto, da quest’anno, è considerata inadempimento al patto di stabilità interno. Sanzionata anche la mancata comunicazione della situazione di commissariamento, con il venir meno dall’esclusione dai vincoli. Il 31 marzo è la scadenza perentoria per la certificazione finale a firma del rappresentante legale, del responsabile finanziario e, d’ora in poi, anche dell’organo di revisione economico-finanziaria. La mancata trasmissione della certificazione nei tempi stabiliti è uguagliata al mancato rispetto dei vincoli di finanza pubblica. Essa è punita con un “nuova” sanzione introdotta dalla manovra correttiva dell’estate scorsa: l’azzeramento automatico dei trasferimenti statali (eccetto quelli destinati all’onere di ammortamento dei mutui). Il ritardo nella trasmissione da parte dell’ente in regola con il patto fa scattare comunque il divieto di assunzioni di personale. Il ministero dell’Economia, potrà, qualora intervengano modifiche legislative alla disciplina del patto, modificare i termini degli adempimenti relativi al monitoraggio ed alla certificazione finale del patto di stabilità (comma 124). Resta fermo l’obbligo di allegare al bilancio di previsione – si intende sia annuale che pluriennale – il prospetto di competenza mista, a cui è affidato il compito di dare conto del rispetto degli obiettivi del patto nella fase delle previsioni di bilancio. Il controllo degli obiettivi annuali del patto di stabilità rappresenta, infine, uno dei capisaldi dei controlli di regolarità assegnati alle sezioni regionali di controllo della corte dei conti sui bilanci preventivi e consuntivi ed esercitati tramite i questionari inviati dagli organi di revisione (commi 166 e seguenti della Finanziaria 2006).

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>