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Sui derivati Lombardia in causa con Ubs e Merrill

MILANO – Saranno Sergio De Sio e Ernesto Stajano gli avvocati che, per conto della regione Lombardia, seguiranno la causa (civile) contro Ubs e Merrill Lynch. Ieri il presidente della Lombardia Roberto Formigoni, attraverso un ordine del giorno, ha ufficialmente dichiarato di voler intraprendere le vie legali per recuperare i supposti costi impliciti imposti dalle banche alla regione per la realizzazione, nel 2002, dell’emissione di un bond da un miliardo di dollari e dei relativi derivati. Per la magistratura di Milano, che ha indagato sull’operazione, tali commissioni “occulte” supererebbero i 95 milioni. Dal punto di vista penale il reato è caduto in prescrizione, ma la regione, come sottolinea anche il pm Alfredo Robledo, titolare dell’inchiesta, è ancora in tempo per ricorrere al tribunale civile e tentare in questo modo di recuperare il denaro perduto. Per questo Formigoni, nel documento datato 30 giugno 2010, ha chiesto agli avvocati di «esercitare ogni più opportuna azione sia stragiudiziale che giudiziale, al fine di tutelare i diritti lesi e ottenere il ristoro per i danni subiti in seguito alla sottoscrizione di contratti di derivati con due istituti bancari (Ubs e Merrill Lynch, ndr)». E per di più aggiunge la nota «urgente: provvedere con la massima tempestività in funzione dei tempi di archiviazione del procedimento giudiziario ». Le commissioni implicite applicate dalle banche e inserite all’interno dei prodotti derivati sono, per la magistratura, molto più alte rispetto al prezzo ritenuto congruo all’operazione finanziaria. Per la procura i profitti degli istituti di credito non avrebbero dovuto infatti superare i 204mila euro, mentre invece Merrill Lynch ha incassato 39 milioni per il currency swap e altri 19,9 milioni per il conto di garanzia; Ubs rispettivamente 24 e 11,7 milioni (si legga il Sole 24 Ore del 23 maggio scorso). Ma a rendere insidiosa l’operazione non sono solo i costi impliciti. Come più volte sottolineato dal Sole 24 Ore, uno degli aspetti più controversi del congegno finanziario sottoscritto dal Pirellone è il funzionamento del fondo di ammortamento per la restituzione del bond nel 2032. In base alla documentazione di cui il Sole 24 Ore è riuscito ad entrare in possesso, il contratto non sembra prevedere né un amortising swap né un sinking fund, come richiesto dalla normativa nazionale per un bullet bond emesso da una pubblica amministrazione. Il meccanismo ibrido messo in piedi dalle banche prevede che la regione, per la restituzione dell’obbligazione nel 2032, accantoni progressivamente delle quote, reinvestite poi da Ubs e Merrill Lynch nell’acquisto di titoli inseriti all’interno di un conto di garanzia. Ma di questo conto solo le banche incassano le plusvalenze, mentre il rischio dei default o di ritardato pagamento della cedola dei paesi o delle società emittenti (oltre le 48 ore e per un controvalore uguale o superiore al milione) grava sulla regione, che intanto ha venduto protezione alle banche attraverso dei credit default swap. Secondo alcuni esperti il meccanismo è molto pericoloso per un ente pubblico; per i tecnici vicini al mondo bancario si tratta invece di un’operazione tutelante nei confronti della regione.

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