Questo articolo è stato letto 0 volte

Sud: recuperabili da 7 a 19 miliardi di fondi non spesi

ROMA – Comincia oggi una nuova, durissima partita fra regioni e governo: la riprogrammazione di una somma compresa fra 6,8 e 19,2 miliardi di fondi Fas e comunitari 2000-2006 mai spesi. Per il mezzogiorno i fondi riprogrammabili oscillano nella forchetta fra 6,7 e 18,4 miliardi. Il governo ha intenzione di recuperarli dai vecchi progetti incagliati o mai partiti e di reimpiegarli verso nuovi obiettivi strategici all’interno del nuovo «piano sud». Il ministro per gli affari regionali, Raffaele Fitto, che ha da due mesi la delega di Berlusconi sui fondi per lo sviluppo del Mezzogiorno, porterà la «riprogrammazione» dei fondi incagliati all’approvazione del Cipe già domani, mentre oggi è previsto un passaggio della bozza di delibera alla conferenza stato-regioni. È proprio in questa sede che verrà fuori la contrarietà all’operazione dei governatori, sempre gelosi delle somme loro assegnate. Fitto, però, ha già incontrati i presidenti delle regioni uno a uno, ha condiviso i numeri con i sistemi informativi locali ed è intenzionato ad andare avanti per chiudere in settimana questo primo round che dovrebbe portare al finanziamento del nuovo «piano sud». Il secondo round sarà poi giocato entro la fine di settembre quando lo stesso Cipe dirà – almeno questa è la previsione contenuta nella delibera attuale – come e su quali capitoli saranno riprogrammate le risorse non spese e sottratte all’inefficiente gestione delle regioni. Nella tabella elaborata dal ministro per gli affari regionali si evidenzia che i fondi Fas risalenti alla programmazione 2000-2006 sono stati spesi per il 65,5% del totale disponibile al centro-nord e soltanto per il 38,2% nel Mezzogiorno. L’attacco esplicito del governo alla programmazione a pioggia e all’incapacità di spesa di investimento delle regioni era partito più di un mese fa quando era stato il ministro dell’economia, Giulio Tremonti a ricordare le bassissime percentuali di spesa, fra l’8 e il 9%, dei fondi comunitari 2007-2013. Era quello solo il primo momento di una strategia governativa che ora si concretizza nel tentativo di recuperare tre tipologie di vecchissimi fondi: quelli non programmati oppure impiegati per percentuali inferiori al 10% o ancora risorse comunitarie liberate per l’uso dei progetti sponda. Lo schema messo a punto dagli uffici di Fitto distingue le risorse nazionali e comunitarie in due capitoli: ci sono quelle certamente riprogrammabili, pari a 6,7 miliardi, e ci sono quelle disponibili ma ancora da sottoporre a ulteriori verifiche, pari 12,5 miliardi. È presumibile che solo una quota di questa massa di risorse potenzialmente riprogrammabili si potrà aggiungere ai 6,7 miliardi certi. In realtà, bersaglio dell’azione Fitto- Tremonti non sono soltanto le regioni, perché una parte della massa di risorse messe sotto osservazione fanno capo invece ai ministeri o alle società pubbliche centrali (Ferrovie, Anas) che non di rado presentano tabelle di marcia nella spesa dei fondi non meno drammatiche: 1,7 miliardi riprogrammabili riguardano infatti il programma operativo nazionale trasporti, mentre 1,3 miliardi arrivano dal programma operativo nazionale per lo sviluppo dell’imprenditoria locale. È presumibile quindi che qualche mugugno arrivi al Cipe anche dalle amministrazioni centrali. Nel nuovo «piano sud» alle somme recuperate con questo blitz sui fondi 2000-2006 si dovranno aggiungere circa 27 miliardi di fondi Fas 2007-2013 e i fondi comunitari 2007-2013. Obiettivo del governo è coordinare tutte queste risorse in una programmazione concentrata su investimenti davvero strategici.

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>