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Strasburgo approva il budget Ue 2014-2020

Dopo un lunghissimo negoziato durato 29 mesi tra i governi e poi tra il Consiglio e il Parlamento, l’assemblea di Strasburgo ha approvato ieri le prospettive finanziarie 2014-2020. Per la prima volta, il bilancio comunitario dell’Unione è in calo rispetto al periodo precedente, un aspetto che in una intervista il commissario al bilancio Janusz Lewandowski ha stigmatizzato, mettendo l’accento sulle difficoltà per una Commissione sempre più impegnata su diversi fronti.

Il pacchetto settennale prevede impegni per 960 miliardi di euro e pagamenti per 908 miliardi di euro, nel complicato sistema europeo basato su entrate e uscite che non sono perfettamente coincidenti. Il testo è stato adottato ad ampia maggioranza con 537 sì, 126 no e 19 astensioni. I deputati presenti a Strasburgo erano 682. A votare contro sono stati gli ecologisti e la sinistra radicale. Il voto di ieri è il risultato di una serie di compromessi.

In un momento in cui le risorse sono poche e la crisi economica è particolarmente grave, il bilancio comunitario dovrebbe essere un volano economico. In realtà, come ha spiegato il ministro italiano per gli Affari europei Enzo Moavero, le prospettive finanziarie pesano per l’1% del prodotto interno lordo, quando negli Stati Uniti il bilancio federale rappresenta il 25% del Pil. Incontrando alcuni giornalisti europei, il commissario al bilancio Lewandowski si è lamentato di questo aspetto.

«L’unica politica europea di stampo federale contenuta nel bilancio comunitario è quella agricola – ha commentato Lewandowski, 62 anni -. Ciò spiega perché rappresenta il 40% delle uscite. Tenga presente tuttavia che è in calo: era l’80% del bilancio prima. In futuro crescerà la parte dedicata alla competitività dell’economia». Il prossimo bilancio prevede un aumento delle uscite in ricerca e sviluppo che verranno distribuite in base alla bontà dei progetti presentati a livello nazionale.

«Il bilancio 2014-2020 – ha detto l’uomo politico polacco – è una specie di via di mezzo tra Keynes e Friedman. Stiamo cercando di fare di più con meno soldi. Ormai l’amministrazione è pari ad appena il 6% del bilancio dopo i tagli adottati nelle nuove prospettive finanziarie. Non è facile. So che ridurre le spese è anche un modo per cercare di essere più efficienti, ma oggi la Commissione con 40mila dipendenti ha lo stesso numero di persone del Comune di Parigi».

Lewandowski fa notare che «tra il 2000 e il 2012 il nostro bilancio è cresciuto del 42%, rispetto al 50% dell’Italia, al 52,7% della Francia, al 29,5% della Germania e al 40,8% della Svezia». Nel negoziare il nuovo bilancio comunitario, il Parlamento europeo è riuscito a strappare una clausola di revisione da utilizzare nel 2016. In quella occasione i parlamentari vorranno riconsiderare le diverse poste di bilancio «alla luce della situazione economica».

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