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Stop all’Expo senza deroga per i bilanci di Milano

Se il Governo non in-terviene con una de-roga su misura, i nuo-vi limiti alla spesa degli in-teressi per gli enti locali ri-schiano di bloccare gli inve-stimenti di Milano per l’E-xpo 2015. A suonare l’al-larme non è la politica loca-le, ma la Corte dei conti del-la Lombardia, che ha messo nero su bianco il problema nella delibera 630/2011 de-positata martedì. Il perché è presto detto: per contenere il debito pubblico anche sul versante locale, la legge di stabilità (articolo 8, comma 1 della legge 183/2011) ab-bassa il tetto massimo della spesa che i Comuni possono dedicare agli interessi pas-sivi. Il parametro, calcolato in rapporto alle entrate da tributi, trasferimenti e tarif-fe, è oggi fissato al 12%, ma dovrà scendere all’8% l’an-no prossimo, al 6% nel 2013 e al 4% dal 2014; per chi sta sopra, è previsto il blocco totale delle possibili-tà di contrarre debito. Dopo Torino, però, Milano è il capoluogo più indebitato d’Italia, e secondo i calcoli della magistratura contabile sul bilancio pluriennale de-dica agli oneri di servizio al debito il 7,21% delle entrate dei primi tre Titoli, e la di-namica è in crescita. Gli in-vestimenti, soprattutto quel-li legati a un «grande even-to», hanno un riflesso cre-scente nel tempo, e il tetto rischia di far saltare tutti i programmi comunali verso Expo. In un quadro come questo, riconosce la stessa Giunta, serve a poco la mi-ni-deroga infilata nella leg-ge di stabilità, che attenua le sanzioni se Milano sfora il Patto di stabilità ma non of-fre nessun via libera agli investimenti.

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