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Statali, stretta su contratti e turn over

Una nuova stretta sul pubblico impiego. Con la conferma del blocco al rinnovo dei contratti a tutto il 2014 e una riscalettatura degli stop al turn over fino al 2018, con l’estensione all’intera Pa, compresi quindi gli enti e le società controllate. E ancora: un giro di vite sulle future indennità di accompagnamento, un inasprimento delle limitazioni sugli affitti da parte delle amministrazioni, maggiore selettività sui contributi statali agli enti culturali e di promozione del turismo, mini-tagli alle Authority. E un mini-pacchetto previdenziale. Che prevede la sterilizzazione delle perequazioni sugli assegni superiori ai 3mila euro lordi, mentre per le soglie inferiori viene introdotto un nuovo scaglione al 50% sulle quote tra cinque e sei volte il minimo. Sono queste le indicazioni fornite dalle ultime bozze della legge di Stabilità 2014 sul cantiere dei tagli alla spesa che, ancora ieri sera, poteva essere considerato assolutamente aperto.

Tra le misure in bilico anche il nuovo contributo di solidarietà sulle pensioni oltre i 100mila euro. L’ipotesi sul tappeto, ma ancora da verificare nella sua formulazione finale, prevede un prelievo del 5% sopra i 100mila euro, del 10% sopra i 150mila e del 15% sopra i 200mila euro: le entrate sarebbero tutte da redistribuire all’interno del sistema previdenziale con logica solidaristica. Ma intanto si istituisce un apposito fondo di 80 milioni per il 2014 per rimborsare i pensionati che dovrebbero sganciare il «contributo di perequazione» sulle superpensioni nel 2012, dichiarato incostituzionale dalla Consulta.

Quasi certo, per il settore pubblico, il prolungamento delle fasi di pagamento del trattamento di fine rapporto, che ora scatterebbe sei mesi dopo il ritiro per una soglia di 50mila euro (contro le attuali 90mila) e di 24 mesi in caso di uscita anticipata. Sulle future assunzioni pubbliche, il cui blocco dovrebbe garantire una minore spesa per 300 milioni il prossimo anno, si conferma il vincolo del 20% per il 2014 per tutte le amministrazioni centrali, nel 2015, anziché il via libera al 50% si scende al 40%, nel 2016 dal previsto 100% si scende al 60% mentre nel 2017 si potrà salire all’80% di assunzioni rispetto alle uscite. Solo l’anno dopo il turn over verrebbe riaperto completamente; dagli stop alle assunzioni sono esclusi i comparti difesa e sicurezza. Arriva anche un vincolo di parametrazione delle risorse destinate al contratto integrativo che dal prossimo ano sarà destinato al solo personale in servizio.

Per il personale della Pa, la bozza prevede poi l’entrata in vigore immediata e per tutti del tetto massimo alle retribuzioni (300mila euro) con la sua estensione anche alle società controllate e partecipate nonché ai membri dei consigli di amministrazione. Complessivamente il pacchetto pubblico impiego dovrebbe garantire risparmi cumulati per 1,5 miliardi fino al 2018.

Tornando alle pensioni: si prevede l’indicizzazione piena per gli assegni fino a 3 volte il minimo, al 90% tra 3 e 4 volte, al 75% da 4 a 5 volte, al 50% tra 5 e 6 volte il minimo, scaglione oltre il quale resta il blocco. Quanto all’indennità di accompagnamento, la stretta dovrebbe riguardare gli over 65enni: dal 2014 il trattamento non spetterebbe a chi possiede un reddito individuale superiore ai 40mila euro lordi l’anno, che salgono a 70mila in caso di cumulo con quello del coniuge.

La bozza in circolazione ieri sera prevedeva anche il taglio del 10% agli straordinari del personale delle amministrazioni statali, Presidenza del Consiglio compresa (5% per sicurezza e difesa).

Nel menù dei tecnici dell’Economia compare anche una contributo di 5 o 10 euro da versare per la partecipazione a un concorso pubblico. Un contributo obbligatorio, questa volta di 50 euro, è poi previsto per accedere agli esami di avvocato o ai concorsi di notaio e magistrato e di 75 euro per gli aspiranti patrocinanti in Cassazione. Per le casse privatizzate, infine, torna l’ipotesi di un contributo finalizzato al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica: il prelievo, che segue alla spending review dell’anno scorso, ammonterebbe al 12% delle spese per consumi intermedi sostenute nel 2010. In funzione di copertura è previsto, poi, l’azzeramento del fondo Irap professionisti e del fondo affitti istituiti con l’ultima legge di Stabilità. Tra le opzioni oggetto di riflessione una ulteriore mini-stretta ai trasferimenti per i Caf e i patronati.

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