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Spending review: piano operativo entro 13 novembre

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Ieri si è insediato il Commissario per la Revisione della Spesa (Spending Review) Carlo Cottarelli.
Il dott. Cottarelli ha incontrato ieri mattina il Ministro dell’economia e delle finanze, Fabrizio Saccomanni, con il quale ha avviato il confronto sugli obiettivi qualitativi e quantitativi della propria azione. Successivamente ha avuto una colazione di lavoro con il Ragioniere Generale dello Stato, dott. Daniele Franco. Nel pomeriggio ha incontrato l’ex Ministro Piero Giarda, tra i massimi esperti nazionali nella valutazione della spesa pubblica, e il Direttore generale del Tesoro, Vincenzo La Via.
Il Commissario per la Revisione della Spesa ha la sua sede presso gli uffici del Ministero dell’economia e delle finanze, in via XX Settembre n. 97. Nei prossimi giorni si costituirà l’organico del proprio ufficio, che verrà composto attingendo a personale già in servizio presso la pubblica amministrazione.
Come primo passo redigerà il piano operativo che dev’essere presentato in Parlamento entro il 13 novembre. Fino ad allora non rilascerà interviste, salvo un briefing tecnico per illustrare le linee guida della sua attivita’ entro la prossima settimana.
Carlo Cottarelli ha ritenuto opportuno rinunciare alla disponibilità di auto di servizio. 
Il dott. Cottarelli ha rassegnato nelle scorse settimane le sue dimissioni dal Fondo Monetario Internazionale, dove ricopriva l’incarico di direttore del Dipartimento della finanza pubblica, per trasferirsi in Italia e assumere il nuovo incarico, che svolgerà a tempo pieno e con totale dedizione.

Chi è Carlo Cottarelli
Il suo nome lo ha pronunciato Enrico Letta nel corso del suo intervento al Senato, per richiedere una rinnovata fiducia al suo governo. “Chiederemo a Carlo Cottarelli di occuparsi della spending review”, cioè di tagliare la spesa pubblica superflua che incide sui conti del nostro paese.

Laureato a Siena e poi alla London School of Economics, Cottarelli ha lavorato nel dipartimento ricerca della Banca d’Italia dal 1981 al 1987. Dopo un anno all’Eni, si è trasferito negli Stati Uniti, chiamato dal Fondo monetario internazionale. E lì dal 2008 guida il dipartimento degli affari fiscali. Per il Fmi ha curato specifici programmi di sostegno e assistenza a diversi paesi, tra cui Albania, Croazia, Russia, Turchia, Regno Unito e la stessa Italia. Ha pubblicato scritti sulle politiche fiscali e monetarie e un libro su inflazione, politiche monetarie e tassi di scambio. Collabora con l’edizione americana dell’Huffington Post.

Nel gennaio 2012 ha fatto parlare di sé, quando nel corso di una conferenza stampa ha invocato “riforme strutturali” per il risanamento nel nostro paese, precisando però che “questo va oltre quello che l’Italia può fare da sola”. Parole interpretate come una richiesta di intervento più forte dell’Europa, che ha fatto temere per una sorta di commissariamento da Bruxelles, in stile greco.

Adesso potrebbe essere lui a dare il suo contributo diretto al risanamento dei conti italiani.

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