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Spending review e spiagge: i deputati pronti a cambiare

Stadi, spiagge, indicizzazioni delle pensioni al minimo. E soprattutto collegamento automatico e vincolante tra risparmi della spending e taglio del cuneo fiscale. Ma anche allentamento del patto di stabilità per i Comuni, esenzione dei beni agricoli dalla tassazione sugli immobili, revisione della Tobin tax e ricorso alla “web tax”. È nutrito l’elenco delle partite che si giocheranno alla Camera sul testo della legge di stabilità in uscita dal Senato: alcune, come le spiagge e gli stadi, sono rimaste in sospeso dopo il passaggio a Palazzo Madama; altre, come quella sulla “web tax”, vedranno protagonisti solo i deputati.

Partite, tra l’altro, che si dovranno concludere in tempi abbastanza stretti. Con tutta probabilità il testo sarà incardinato all’inizio della prossima settimana in Commissione Bilancio a Montecitorio. Che, almeno sulla carta, avrà poco più di 15 giorni di tempo per apportare modifiche. Secondo l’attuale tabella di marcia la “stabilità” è attesa in Aula alla Camera non più tardi del 16-17 dicembre. Ma i deputati sono convinti che il testo in arrivo dal Senato sia migliorabile.

Almeno tre correttivi possono essere considerati quasi certi: cuneo, stadi e spiagge. Nel primo caso c’è l’impegno del presidente del Consiglio, Enrico Letta, a rendere vincolante la destinazione dei risparmi provenienti dalla spending review alla riduzione della tassazione su lavoro. Il premier è insomma pronto a recepire l’appello lanciato dalle parti sociali dalle colonne di questo giornale. E anche le maggior parte delle forze politiche presenti in Parlamento, da Pd, Fi e Ncd fino a Sc, sono convinte che il collegamento automatico tra tagli di spesa e riduzione del cuneo fiscale vada inserito nella ex Finanziaria. Secondo il presidente della commissione Bilancio di Montecitorio, Francesco Boccia (Pd), dovrebbero essere destinate all’alleggerimento del cuneo anche ulteriori risorse che potrebbero essere recuperate con due interventi: riforma della Tobin tax e ricorso alla cosiddetta “web tax”.

Sugli stadi il testo in uscita da Palazzo Madama prevede solo l’aumento del fondo di garanzia dell’Istituto del credito sportivo per l’ammodernamento degli impianti già esistenti. Per la costruzione ex novo di stadi si pensa a un ritocco diverso da quello che era stato presentato, e poi accantonato, al Senato: procedure veloci per realizzare nuovi impianti ma eliminando il rischio di speculazioni edilizie.

Anche sulle spiagge appare molto probabile l’ok ad alcune modifiche soprattutto dopo che al Senato è saltato anche l’intervento più soft: il ricorso a una delega del Governo per rivedere le concessioni demaniali marittime. Alla Camera dovrebbe essere affrontata anche la questione della tassazione sulle sigarette elettroniche: la riduzione al 25% approvata dalla Commissione Bilancio del Senato non è entrata nella versione finale del maxi-emendamento. Con grande disappunto di Anafe-Confindustria.

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