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Spending review, a Cernobbio Saccomanni annuncia l’arrivo di una task force

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“Sulla spending review metteremo a disposizione risorse importanti, abbiamo l’intenzione di lavorare e creare una task force con Banca d’Italia, Istat e Corte dei Conti, che possa fare la differenza”. Sono chiare le parole di Fabrizio Saccomanni, Ministro dell’economia, nel suo intervento al Forum Ambrosetti di Cernobbio sul tema “Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive” (6-7-8 settembre). La spending review “ha già portato dei risultati. Il Governo intende nominare in tempi brevi un commissario straordinario su questo tema, con un impegno permanente, e non come una misura straordinaria. Sarà un meccanismo di controllo nella formazione dei meccanismi spesa. È un obiettivo prioritario” aggiunge Saccomanni “per ottenere significativi risparmi e tagli”. Del resto, aggiunge, “non si rende un servizio a nessuno facendo credere che c’è la possibilità di tagliare cifre di importi significativi dal mattino alla sera, questo è un lavoro faticoso che va portato avanti nel dettaglio”.

In merito alla riforma fiscale, Saccomanni nel suo intervento al Forum di Cernobbio ha auspicato che entro settembre sia approvata la delega fiscale. “Gli obiettivi sono quelli che il mondo delle imprese ci chiede: fisco prevedibile e leggero, che riduca tassazione da lavoro e imprese”. Inoltre “rendere più efficace la lotta all’evasione, arrivando a un importo finale a fine anno defintivo” ha proseguito il Ministro, anticipando anche “una revisione costante delle agevolazioni fiscali, che sono una realtà grande, frutto di provvedimenti, alcuni vecchi di decenni, che non possono essere cancellati con un tratto di penna, bisogna agire in modo sistematico e guardare nelle leggi di Bilancio del passato per attuare le necessarie modifiche”.

Il Ministro ha aggiunto: “Quello del rimborso dei debiti della pubblica amministrazione era uno scandalo che andava corretto. E ce l’abbiamo fatta, riportando il debito al 2,4% del Pil nel 2013. Ai primi di settembre abbiamo erogato agli enti locali 18 miliardi sui 20 previsti, oltre 7 miliardi sono già stati erogati ai creditori. Abbiamo assunto l’impegno di accelerare con altri 10 miliardi entro il 2013. Si tratta di una vera e propria manovra anticiclica che pesa per due punti di Pil, tra il giugno 2013 e la prima metà del 2014″. Ovviamente “tutto ciò è stato fatto dentro il limite del 3% nel rapporto tra debito e Pil ottenendo l’uscita dalla procedura per eccesso di deficit, perché tutti gli interventi sono stati compensati. Queste manovre sono alla base dei segnali di ripresa visibili in questi mesi”.

Adesso per Saccomanni “l’obiettivo fondamentale è dare un segnale forte sulle grandi sfide che l’economia italiana dovrà affrontare, e che saranno contenute nella legge di stabilità. È l’occasione per rilanciare gli obiettivi strategici del Governo, anche tenendo conto delle raccomandazioni avute dalla Ue dopo lo stop alla procedura per eccesso di debito”. Si devono “accelerare le riforme strutturali per accelerare la competitività del Paese” spiega Saccomanni. “Innanzitutto c’è la carenza di investimenti in campo tecnologico e nella digitalizzazione, ma non solo nel rapporto con la pubblica amministrazione ma anche all’interno delle imprese. C’è poi una forte carenza nelle risorse umane. Questi sono gli obiettivi centrali della strategia che ci dobbiamo dare”.

Insieme a spending review e riforma fiscale, tra i pilastri della legge di stabilità, Saccomanni aggiunge “un uso migliore delle risorse europee, e noi siamo tra i meno attivi nell’uso dei fondi europei, e questo non aiuta tutte le riforme cui lavoriamo”.

Legge di stabilità 2014: tempi stretti per la definizione del progetto di legge

Domani scade il termine accordato dal Ministro Fabrizio Saccomanni per la definizione da parte di tutti i ministeri degli impegni di spesa nell’ambito della legge di stabilità che, su precisa richiesta del premier Enrico Letta, dovranno risultare corredati da “misure compensative”, dunque coperti con risorse provenienti dallo stesso dicastero a condizione che siano compatibili con l’obiettivo di non incrementare la pressione fiscale.

Con la raccolta di queste informazioni entra dunque nel vivo la discussione sulla definizione del quadro programmatico che porterà alla legge di stabilità. I tempi per la sua definizione sono particolarmente stretti, perché il progetto di legge dovrà essere inviato alla Commissione Ue e all’Eurogruppo non oltre il 15 ottobre per l’esame preventivo che l’Italia, insieme a tutti i paesi aderenti all’Unione, è tenuta ad affrontare nel rispetto del cosiddettotwo pack.

Come accadde in occasione dell’uscita dalla procedura per eccesso di deficit, sarà il Ministro per gli affari europei, Enzo Moavero Milanesi, il negoziatore che a Bruxelles dovrà spianare la strada affinché non siano vanificati gli obiettivi del Governo italiano. 
La Commissione avrà tempo fino al 30 novembre per formulare osservazioni ed eventualmente suggerire correzioni e più il quadro di spesa proposto si rileva coerente con gli impegni assunti più veloce sarà il via libera: il 30 novembre è una data limite per consentire che ciascun Parlamento nazionale possa completare l’approvazione della legge di stabilità entro il 31 dicembre anche se, non essendo necessario attendere il via libera della Commissione e dell’Eurogruppo, il Parlamento italiano può cominciare subito a discutere i contenuti del disegno di legge.

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