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Speciale Ecomondo 2011

Dal 9 al 12 novembre 2011, ha avuto luogo il tradizionale appuntamento con Ecomondo, la fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile che si tiene ogni anno a Rimini. L’evento ha ospitato numerosi espositori provenienti dall’Italia e dall’estero. Gli organizzatori, in particolare, parlano con soddisfazione di un aumento delle adesioni, segno, secondo loro, che “la green economy rappresenta un punto di riferimento per le imprese italiane che vedono nel rispetto dell’ambiente una chiave per la competitività e la sfida per il loro business”. La gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti rimane l’argomento di punta della manifestazione. Non a caso, tra i numerosi soggetti presenti, spiccano per numero le aziende di smaltimento rifiuti, le municipalizzate, i centri di raccolta e smaltimento rifiuti, i responsabili dei servizi connessi al riciclo, i direttori di associazioni di categoria impegnati nelle attività del riciclo.
Peculiarità dell’edizione di quest’anno, sono stati 8 progetti speciali dedicati ad altrettanti temi di attualità: “Sinnova”, Focus speciale sull’innovazione industriale; “Education and research”, area dedicata all’informazione e sensibilizzazione ambientale; “Città Sostenibile”, evento speciale che punta a mettere in luce le migliori esperienze nazionali e internazionale di “città integrate” e “intelligenti”; “Ecobuy”, interamente dedicato agli acquisti sostenibili; “Ecomondo education” rassegna di attività educative, animazioni e spettacoli sui temi dell’ecologia; EcoArt Project, campagna creativa di sensibilizzazione sui rifiuti di materiale plastico; “Ecobusiness Cooperation Event”, due giornate di incontri bilaterali tra imprese, centri di ricerca e università provenienti da tutto il mondo, finalizzati a promuovere opportunità di cooperazione commerciale e di trasferimento tecnologico a livello internazionale.
In contemporanea alla manifestazione si è svolta anche Key Energy 2011, quinta edizione della fiera internazionale per l’energia e la mobilità sostenibili.
Di seguito alcuni momenti salienti della rassegna.

Rimini città dell’energia intelligente: Smart Cities protagoniste a Cooperambiente
“Dalla Smart Home alla Smart City: come una comunità può fare l’energia intelligente” era il tema dell’incontro promosso sabato scorso dall’Istituto per la Competitività in collaborazione con IBM nell’ultima giornata di COOPERAMBIENTE organizzata da Legacoop a Rimini Fiera (in contemporanea a Ecomondo e Key Energy). Le Smart Home, ovvero le case intelligenti, sono una realtà concreta e grazie alle applicazioni tecnologiche consentono di ridurre i consumi e un uso più efficiente delle reti energetiche. È ora tempo di estendere questo concetto alle città, dando forma concreta anche in Italia al concetto di Smart City. I-Com, l’Istituto per la Competitività, ha scelto Rimini come realtà nella quale applicare questo nuovo modello di gestione delle reti energetiche. Il concetto di base delle Smart City è quello di fare rete, da questo punto di vista Rimini diventerà un laboratorio all’interno del quale verranno coinvolti tutti i protagonisti del mondo energetico, dai fornitori agli utilizzatori finali passando per gli operatori economici, finalizzando progetti e iniziative all’obiettivo di un utilizzo razionale e intelligente dell’energia che riduca i picchi di consumo e le bollette.
Dal punto di vista della connessione tra i servizi il concetto di Smart City a Rimini deve fare i conti con la presenza di gestori differenti per acqua (HERA), gas (SGR) ed elettricità (ENEL). “La Smart City può diventare una chiave di lettura del grande lavoro fatto con il Piano Strategico per Rimini 2026 – ha sottolineato Edolo Minarelli, direttore della Struttura Operativa Territoriale di Rimini del Gruppo HERA – diventando un’esperienza trainante anche in ambito provinciale. La nascita di una Piattaforma Tecnologica all’interno della quale mettere a punto una visione della città sarebbe a mio avviso lo strumento per trovare la necessaria convergenza tra i gestori”.
La Smart City è ovviamente fatta anche di persone, che attraverso le Smart Community progettano insieme investimenti per utilizzare l’energia in modo intelligente. “Questo territorio è già un laboratorio – ha confermato il presidente di Legacoop Rimini Giancarlo Ciaroni – Ci sono cooperative di comunità nate per produrre insieme energie rinnovabili, abbiamo cooperative di ingegneri che progettano come eliminare i picchi di consumo nei grandi impianti e sono in funzione impianti geotermici, di cogenerazione e teleriscaldamento. Abbiamo anche elaborato un progetto per distribuire in modo diverso le merci sopratutto nel periodo estivo, con l’istituzione di un Transit Point al quale tutti i padroncini che trasportano merci destinate alle strutture ricettive possano fare riferimento invece di intasare quotidianamente la zona turistica per la tentata vendita. Purtroppo è rimasto sulla carta, ma è completo e realizzabile in qualsiasi momento”.
La Green Economy sta diventando un volano per l’economia anche a Rimini. Ruolo centrale sarà quello dell’ente locale: “Rimini è una realtà piena di risorse su queste tematiche, a cominciare al Tecnopolo dell’Università – ha concluso Sara Visintin, assessore all’ambiente e all’energia del Comune di Rimini – il comune ha in corso diversi progetti relativi al risparmio energetico dai quali, con il tempo, si potranno ricavare anche risorse per sostenere percorsi di efficientamento energetico dei cittadini. Enel installerà centraline pubbliche per la ricarica di auto e biciclette, questo e altri interventi andranno inseriti all’interno di un sistema, un progetto per la città con una prospettiva di lungo periodo. Dal percorso condiviso del Piano strategico per il 2026 ci sono alcuni importanti progetti che vorremmo inserire nel Piano di azione per le energie sostenibili in vista dei traguardi europei da raggiungere nel 2020. Tre le direttici: riqualificazione del comparto turistico che può dare grandi risultati, la mobilità sostenibile e i trasporti, l’agricoltura”.

“Settimana europea per la riduzione dei rifiuti” (European Week for Waste Reduction. EWWR), terza edizione: vicina quota 900 azioni validate. Dato presentato a Ecomondo durante la presentazione ufficiale dell’iniziativa che si terrà dal 19 al 27 novembre
L’edizione di quest’anno va oltre le aspettative, superando decisamente le circa 600 azioni validate lo scorso anno, che permisero comunque all’Italia di essere il secondo Paese a livello europeo per numero di progetti.
Alla presentazione sono intervenuti i rappresentanti del Comitato promotore nazionale, composto da Federambiente, AICA, Provincia di Torino, Rifiuti 21 Network, Provincia di Roma, Legambiente ed Eco dalle Città. All’evento ha partecipato anche Paolo Piacentini, in rappresentanza del Segretario Generale del Ministero dell’Ambiente.
La Settimana nasce all’interno del Programma LIFE+ della Commissione Europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le Istituzioni, gli stakeholder e tutti i consumatori circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione Europea, che gli Stati membri devono perseguire, anche alla luce delle recenti disposizioni normative (direttiva quadro sui rifiuti, 2008/98/CE).
Tra le 888 (per la precisione) azioni validate, più della metà sono arrivate dalla pubblica amministrazione, un 30% dalle categorie associazioni e imprese (con un numero praticamente uguale di azioni validate), il 10% dalle scuole e il resto da altri soggetti. Nel corso della presentazione ufficiale sono state proposte le azioni più particolari validate in questa edizione che fanno capire, ad esempio, come la riduzione possa avere anche una funzione riabilitativa. In Emilia Romagna, con il Progetto RAEE in carcere i detenuti delle case circondariali di Bologna, Ferrara e Forli-Cesena sono protagonisti del recupero di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Con questo progetto i detenuti vengono formati e assunti con regolare contratto per realizzare attività di smontaggio e recupero in sicurezza dei RAEE.
A supporto della riduzione viene anche la tecnologia. L’azione QR-code-SERRevOIL di cinque aziende agricole pugliesi, sperimenterà l’utilizzo del sistema QR code, il codice a barre informativo a lettura ottica, sulle etichette presenti sulle bottiglie di olio extravergine di oliva con l’obiettivo di ridurre le dimensioni delle etichette risparmio così il consumo di carta. E in Liguria la riduzione diventa invece un videoclip. Ad Albisola Superiore (SV) il 26 e 27 novembre verrà realizzato un video musicale con tecnica Lip Dub che ha l’obiettivo di stimolare il pubblico sulla riduzione dei rifiuti all’origine, tramite una spesa sostenibile, e sulla corretta differenziazione dei rifiuti.
In Italia la ‘Settimana’ è realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, col patrocinio del Ministero dell’Ambiente, della Presidenza della Camera e del Senato, dell’UNESCO e col sostegno del Conai.
Tutte le informazioni sulla Settimana e l’elenco completo delle azioni su www.menorifiuti.org

Il patto dei sindaci: gli esempi virtuosi di comuni, province e aziende in vetrina alla Città sostenibile
Quali sono le azioni concrete di comuni e province per favorire l’energia sostenibile e la mobilità? Come favorire, anche con l’aiuto da parte delle banche, il sostegno ai numerosi progetti pubblici in corso di realizzazione? Alcuni degli esempi virtuosi del nostro paese sono stati presentati venerdì scorso a Ecomondo, nell’ambito della Città sostenibile. Tra questi quello della Cassa di Risparmio di Forlì, presentato da Silvano Grassilli della Commissione ambiente dell’istituto, che ha messo a disposizione prestiti e fondi specifici per gli investimenti ambientali.
“Efficienza e risparmio sono i motori che trainano le scelte imprenditoriali e amministrative che sempre meno godono del carburante economico utile ad investire per l’ambiente”, ha sottolineato Gabriella Chiellino, coordinatrice scientifica di Città Sostenibile introducendo la tavola rotonda.
Giulia Campodonico, rappresentante di Eurocities, ha illustrato il ruolo di questo grande network continentale, sempre più influente in campo politico e mediatico. Eurocities è una rete che unisce le 135 maggiori città europee per favorire ripresa economica, clima e inclusione sociale.
Tra i progetti presentati al Patto dei sindaci anche il Progetto Engage, del Comune di Rimini, che punta alla riduzione delle emissioni, tramite una campagna di pubbliche relazioni partecipata in 12 città pioniere, di cui fanno parte anche Rimini, Helsinki, Heidelberg, Liegi e Newcastle. A presentare Engage è stato Davide Frisoni.
Molto interessante anche Energia dalle Onde, progetto del Comune di Venezia, che analizza il possibile uso delle onde del mare per produrre energia elettrica – o idrogeno a basso costo, o acqua destalinizzata – senza produrre CO2. Sono tre i prototipi finora realizzati, due per il mare aperto e uno da installare in laguna. Dopo la raccolta dei dati sarà possibile progettare impianti che possano produrre e distribuire energia a partire dalle onde del mare.
Tra i numerosi ospiti intervenuti alla tavola rotonda, segnaliamo: Emanuele Burgin, presidente del Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, Piero Lacorazza, responsabile ambiente UPI, Marcello Capra, del Ministero per lo Sviluppo Economico, Patrizia Bianconi della direzione generale Ambiente e Difesa del Suolo e della Costa della Regione Emilia Romagna, Francesca Zaccariotto, presidente della Provincia di Venezia, Alberto Pedrazzi, dirigente dell’Assessorato Ambiente, Risorse Energetiche e Parchi, provincia di Teramo, Antonio Marco Dalla Pozza, Assessore all’ambiente del Comune di Vicenza, Simone Tola, dirigente di AGIRE e Stefano Torelli, responsabile area business Rinnova.

Napoli: raccolta differenziata porta a porta per 240mila cittadini
Il vice sindaco partenopeo, Vincenzo Sodano, nell’ambito di un Caffè Scienza tutto dedicato alla città dopo l’emergenza rifiuti: “La situazione è sempre a rischio criticità, ma la città sta accogliendo positivamente il nuovo servizio. Se il Ministero dell’Ambiente manterrà gli impegni assunti per il 2012 il progetto potrà raggiungere 500.000 napoletani”
Attesa per l’autorizzazione a far salpare le navi con a bordo i rifiuti napoletani: destinazione Olanda.
“L’emergenza è ufficialmente finita, ma la situazione rimane comunque sempre molto delicata – ha detto Sodano – i napoletani stanno dimostrando la loro voglia di riscatto, i cittadini aiutano gli addetti a ripulire piazze e rifiuti e a organizzare isole ecologiche mobili per incentivare e sensibilizzare alla raccolta differenziata. Un grande protagonismo che va coltivato dando risposte e organizzazione. La raccolta porta a porta è partita e anche in quartieri non proprio facili, come Scampia, sta ottenendo una buona accoglienza. In altri ha già raggiunto percentuali molto importanti, per esempio a Bagnoli ha superato il 70% con risultati positivi anche per quanto riguarda la qualità del rifiuto conferito. Come già annunciato il nostro obiettivo è quello di estenderla. Ci eravamo posti come primo traguardo i 320 mila cittadini coinvolti, ma la gara da 8 milioni di euro per la fornitura di mezzi e attrezzature per estendere il porta a porta è andata deserta per ben due volte. Questo inevitabilmente rallenterà la progressione. Dunque, abbiamo ragionevolmente fissato il primo traguardo intorno ai 230/240 mila abitanti, circa della popolazione, che una volta raggiunto proietterà comunque Napoli tra le prime città italiane per il porta a porta. Confidando che venga mantenuto l’impegno assunto per il 2012 dal Ministero dell’Ambiente per finanziamenti in grado di portare la differenziata porta a porta fino a 500.000 abitanti”.
Un equilibrio complesso, quello napoletano, che s’inserisce in una realtà come quella campana emersa in tutta la sua fragilità nel corso dell’incontro, a cui hanno preso parte anche il direttore generale CONAI Walter Facciotto e il direttore Federambiente Gianluca Cencia; moderatore il giornalista del Sole 24 Ore Jacopo Giliberto.
“Ci sono nodi strutturali come quello degli impianti regionali di trattamento che, con la chiusura di Chiaiano e l’esaurimento a fine anno della discarica del Vesuvio, potrebbero creare le condizioni per una nuova forte criticità nei primi mesi del prossimo anno – ha proseguito il vice sindaco – in città è inoltre aperto il dibattito sull’inceneritore nella zona orientale di Napoli al posto del quale a nostro avviso sarebbe preferibile pensare a un impianto per il trattamento della frazione umida che vale il 40% dei rifiuti totali napoletani e di cui la città è priva. Sarebbe sufficiente un impianto in loco da 150.000 tonnellate invece spendiamo 750.000 euro l’anno per portare questa frazione fuori territorio. Per scongiurare nel medio periodo nuove emergenze stiamo comunque attendendo le autorizzazioni per il trasporto via nave di rifiuti verso l’Olanda, 4/5000 tonnellate a settimana per il prossimo anno e mezzo”.

Key Energy 2011, i numeri delle rinnovabili
L’Italia, con 12,3 miliardi di euro di investimenti, è uno dei mercati più attraenti al mondo per le energie rinnovabili. Un dato in particolare balza agli occhi: il totale degli investimenti del 2010 nelle energie pulite equivale allo 0,4% del Pil italiano che, nello stesso anno, è cresciuto dell’1%. Sono questi i dati economici chiave del comparto delle energie green – che comprende solare, eolico, biomasse, geotermico e idroelettrico – fotografate nel “Rapporto Irex 2011” di Althesys. Nel 2010, spiega ancora l’Irex (Italian renewables index), le aziende delle energie rinnovabili hanno confermato di essere assai dinamiche, nonostante la congiuntura economica sfavorevole. L’analisi ha rilevato 203 operazioni industriali per un totale di 5.165 MW. Il maggior numero di investimenti in nuovi impianti è stato effettuato nel fotovoltaico (564 megawatt complessivi), tuttavia è l’eolico che presenta le maggiori dimensioni in termini di megawatt, 1.796, grazie anche alle operazioni all’estero in crescita del 22% rispetto all’anno precedente. In aumento anche il numero delle acquisizioni rilevate (+30%), a conferma della tendenza al progressivo consolidamento del settore.

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