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Soppressione dell’’ufficio legale del comune: quale motivazione?

La vicenda
Un avvocato in servizio presso il Comune ha proposto ricorso per l’annullamento della delibera di giunta comunale che ha soppresso l’ufficio legale del Comune, trasformandolo in ufficio di consulenza interna. Secondo la ricorrente la soppressione dell’ufficio legale comunale è avvenuta senza confronto con le organizzazioni sindacali, è priva di motivazione, si pone in contrasto con la sentenza del TAR Lombardia n. 486/2015, ed è illogica.

La pronuncia del TAR
Il TAR Lombardia, Milano, con la sentenza n. 811/2016, accoglie il ricorso, ritenendo fondati tutti i motivi di illegittimità sollevati dal ricorrente. Secondo i giudici, la deliberazione che sopprime l’ufficio legale è illegittima non essendovi alcuna motivazione in merito alla soppressione dell’ufficio legale che, in un primo tempo era stato ritenuto necessario e, solo successivamente al contenzioso riguardante la delibera che istituiva l’ufficio ponendovi al vertice la figura del segretario comunale, è divenuto superfluo. Nel caso in questione – si legge nella sentenza – “la deliberazione impugnata non spiega in alcun modo perché la stessa amministrazione abbia prima inteso rilanciare l’avvocatura e poi, dopo la sentenza, abbia ritenuto opportuna la sua soppressione, dando quindi l’impressione di una gestione ondivaga e contraddittoria, intesa più ad impedire azioni giudiziarie che a tutelare gli interessi dell’ente”.

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