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Soldi pubblici a pioggia per la Val Tidone Musica

A parlare di lotta agli sprechi tutti son capaci. Anzi, sembra uno sport prediletto in ogni schieramento politico: c’è chi esalta la propria opera suppostamente già svolta, chi denuncia sprechi non tagliati, chi genericamente ne fa oggetto di proposta politica. Quando si arriva al dunque, ci si accorge di quanto sia soggettivo il concetto di spreco, perché ciascuno si aggrappa a tutelare quel che per altri (e anche oggettivamente) è uno spreco. Si può citare la proposta del Pdl di sopprimere le province, rimangiata in prima persona dallo stesso Silvio Berlusconi. Un piccolo, istruttivo esempio è fornito da una serie di spese musicali. La si ricava dalla risposta fornita a un’interrogazione di un consigliere provinciale di Piacenza per il Pdl, Antonino Coppolino, a proposito dei finanziamenti 2010 a «Val Tidone Musica» (il Tidone è un torrente che scorre nei territori occidentali del Piacentino). Scorrendo i sottoscrittori delle iniziative musicali, fra le quali emerge il «Val Tidone Festival», si notano 21mila euro erogati dalla stessa amministrazione provinciale (18 mila di provenienza regionale e 3 mila di cassa propria) e altri 4 mila, sempre della regione tramite la provincia. Rilevante è l’esborso della Fondazione di Piacenza e Vigevano (la denominazione deriva da quando esisteva una Cassa di risparmio di Piacenza, che assorbì quella di Vigevano, prima di essere a sua volta fagocitata dalla Cassa parmense): 135 mila euro. Svariati Comuni sborsano quote: Agazzano (10.500 euro), Borgonovo Val Tidone (3 mila), Calendasco (3 mila), Castel S.Giovanni (3.500), Gragnano Trebbiense (14.500), Nibbiano (4 mila), Pecorara (9.500), Pianello Val Tidone (5 mila), Rottofreno (3 mila), Sarmato (15.500) e Ziano Piacentino (3 mila). Va notato che le differenze nei contributi comunali, in totale 74.500 euro, non corrispondono al peso demografico dei rispettivi enti. C’è poi un ente inutile (del quale chissà perché nessuno propone la soppressione), la Camera di commercio, che eroga 5 mila. Infine, un’elargizione privata, dovuta alla Banca popolare di Lodi: 2.500 euro, ossia poco più dell’1% della spesa complessiva, che raggiunge i 242 mila euro. Naturalmente si possono immaginare le sperticate esaltazioni spendibili per la «Val Tidone Musica» da parte degli enti elargitori. Una cosa è certa: se non si incide mai su spese simili, il debito pubblico non calerà mai.

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