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Social housing, Parma e Milano le città apripista

MILANO – In partenza nel capoluogo emiliano la prima fase di attuazione del progetto Parma Social House, che prevede, per questa prima tranche, la realizzazione di 852 alloggi: 265 in affitto a canone sostenibile, 182 in affitto con previsione di riscatto dopo otto anni e 405 in vendita a prezzo convenzionato. Si tratta della prima parte di un progetto che prevede, nei prossimi anni, la realizzazione di circa 2.400 alloggi “sociali” nell’area comunale. Parma Social House vede l’investimento di 25 milioni di euro da parte del Fia (Fondo investimenti per l’abitare), gestito da Cdpi Sgr, la società di gestione del risparmio della Cassa Depositi e Prestiti. L’area edificata per il primo lotto ammonterà, complessivamente, a 61mila metri quadri, compresi 2.400 mq di servizi e aree comuni destinate alla socializzazione e alla ricreazione. L’avvio dei cantieri è previsto per questo dicembre, mentre la conclusione dei lavori avverrà entro il 2012. Il social housing si pone in mezzo fra quella che è l’edilizia popolare e la proprietà privata delle abitazioni, vendute a prezzo di mercato. La cui definizione precisa, ai termini del Decreto ministeriale del 22 aprile 2008, è quella di “unità immobiliare adibita ad uso residenziale in locazione permanente, destinata a individui e nuclei familiari svantaggiati che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato”. In pratica, case che vengono cedute in affitto a lavoratori non assunti a tempo indeterminato, a studenti, a immigrati, a padri divorziati. Le case in social housing devono quindi essere disponibili a prezzi particolarmente interessanti, garantendo comunque degli standard di qualità sufficiente. Tecnologie e materiali di costruzione alternativi, a questo punto, diventano importanti fattori su cui puntare: gli obiettivi sono ridurre i tempi di realizzazione, mantenendo il più possibile bassi i costi di gestione e garantendo una maggiore sicurezza nei cantieri. L’utilizzo del legno nella realizzazione degli edifici residenziali consente di ottenere una maggiore flessibilità nella costruzione e nell’utilizzo (per esempio nell’assemblaggio complessivo della struttura) e di ottenere un bilancio ecologico migliore, anche dal punto di vista del comfort abitativo. Come ricorda infatti Giovanni De Ponti, amministratore delegato di Federlegno Arredo, «le costruzioni in legno hanno il vantaggio di non disperdere l’energia sotto forma di calore. Inoltre – continua De Ponti – usare il legno per l’edilizia permette di ridurre i costi costruttivi, grazie anche dall’assemblaggio a secco senza quindi la necessità di utilizzare colate di cemento. Tra i vantaggi c’è anche la riduzione dei tempi necessari per la costruzione di un edificio – anche inferiori a 40 giorni – e, non ultima, la riduzione degli infortuni sul lavoro». Per il finanziamento del social housing, è stato introdotto tra il 2008 e il 2009 il Piano nazionale di edilizia abitativa, che prevede l’utilizzo di fondi immobiliari costituiti mediante la partecipazione sia di soggetti privati sia pubblici. Per esempio, a Milano il Piano di governo del territorio ha previsto che il 35% dei nuovi insediamenti residenziali sia destinato al social housing. Infatti, nel capoluogo lombardo è stata già prevista la realizzazione di due edifici residenziali per una superficie lorda complessiva di 5.000 metri quadri; Federlegno Arredo è tra i promotori del bando. Come ci spiega De Ponti, «il bando è stato pubblicato il 21 ottobre, mentre l’iscrizione dovrà avvenire entro il 21 gennaio 2011. Il costo massimo è di 1.600 euro al metro quadro, ben superiore al costo di una struttura abitativa in legno, che si aggira intorno ai 1.000-1.200 euro». «Il progetto – continua De Ponti – è corredato anche da due abachi (cataloghi di prodotti, ndr), uno per le finiture e uno per gli arredi. I progetti dovranno essere presentati entro la fine di maggio dell’anno prossimo, mentre il concorso si completerà il 30 luglio 2011 con la decisione delle due giurie, una tecnica e una qualitativa». Come ci spiega De Ponti, «si tratta di una grande opportunità per le imprese di Federlegno. Infatti, molte società nostre associate stanno già pensando di inserire nuove linee di prodotti destinate proprio a questo mercato».

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