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Sistri, da oggi al via la tracciabilità informatica dei rifiuti

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Oggi entra in vigore il Sistri, gli operatori sperano che il Ministero faccia qualcosa per limitare il più possibile l’impatto del sistema. Dopo le audizioni parlamentari delle scorse settimane e le lettere spedite al Ministro dell’ambiente Andrea Orlando da parte di diversi interlocutori, Confindustria ha inviato un dossier nel quale sono spiegate tutte le criticità manifestate dalle imprese e attende ora di potersi confrontare con il ministro nei prossimi giorni.
I problemi più rilevanti, in pratica, sono tre. La mancanza della black box su molti automezzi anche a causa dei ritardi nelle consegne delle apparecchiature e di malfunzionamenti delle chiavette Usb. Questo ha fatto sì che nessun impianto di trattamento abbia potuto collegare con il Sistri il software di gestione impiegato di prassi. Questi impianti e i trasportatori, quindi, dovranno proseguire nell’impiego in parallelo anche del sistema cartaceo con un aggravio di lavoro che comporterà ritardi nel ricevimento dei rifiuti. Infine, i produttori subiranno gravi disagi che peggioreranno nel corso del tempo.
Confindustria spera in un intervento del Ministero che confermi le indicazioni date dall’associazione agli operatori il 17 settembre per diminuire i margini di incertezza, nonché l’inserimento di tali note nella normativa in occasione della conversione del decreto-legge. Nella fattispecie dovrebbe essere confermato ufficialmente che i soggetti obbligati all’applicazione dal 1° ottobre sono solo gli operatori specifici del trasporto e del trattamento rifiuti, escludendo quindi chi effettua trasporto in conto proprio (in tal modo il numero di soggetti coinvolti passa da circa 50mila a 17mila).
Sarebbe inoltre opportuno utilizzare la procedura applicata alla micro raccolta, che semplifica notevolmente gli obblighi previsti per il trasporto, nonché estendere la moratoria delle sanzioni a tutto il periodo della sperimentazione e non solo al primo mese. L’esenzione dalle sanzioni nei giorni scorsi era stata chiesta anche da Rete imprese Italia, al pari della delimitazione dell’ambito di soggetti obbligati.
Preoccupazione per la poca chiarezza è stata espressa anche da Federambiente, Fise Assoambiente e dal Centro di coordinamento Raee. Nonostante le rassicurazioni verbali giunte nei giorni scorsi dal Ministero – hanno scritto in una nota – non è ancora stato chiarito se i rifiuti urbani pericolosi ricadono nell’obbligo di tracciabilità del nuovo sistema oppure no.
Dato che un ulteriore rinvio del Sistri non è pensabile, gli operatori chiedono che almeno vengano limitate le conseguenze negative e chiarite il più possibile le modalità di applicazione dello stesso. Il rinvio, come spiegato dal Ministro con una risposta fornita al presidente della Commissione ambiente della Camera, Ermete Realacci, non è possibile a causa del contratto in corso con Selex, la società che ha sviluppato il sistema, e che ha già informalmente contestato al Ministero un inadempimento contrattuale (a fronte di 250milioni di costi per la realizzazione del Sistri, da finanziare con la tariffa a carico degli utenti, il ministero ha pagato solo una parte).
Un azzeramento dell’intero sistema esporrebbe il Ministero a un’azione di responsabilità contrattuale e per danno erariale. In compenso dal Ministro è arrivata la disponibilità a intervenire per semplificare il quadro complessivo in fase di conversione in legge del decreto e tramite una normativa secondaria.

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