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Sindaco, assessori e consiglieri comunali: arriva il test antidroga

NAPOLI – I consiglieri comunali di Napoli e gli assessori, sindaco compreso, presto dovranno sottoporsi al test antidroga tramite l’esame del capello. Ciò accadrà se il prossimo 3 novembre l’aula approverà l’ordine del giorno presentato dal Franco Moxedano, dell’Idv, e firmato da decine di consiglieri in maniera bipartizan, che accompagna il piano sociale di zona. Semplice semplice il ragionamento fatto dal consigliere di Italia dei Valori (ribadito ieri nel corso del Consiglio comunale che ha approvato il piano per le edicole e stabilito che l’aula multimediale sarà intitolata a Giorgio Nugnes): « Premesso che i cittadini guardano con scetticismo e criticità coloro che ricoprono una carica istituzionale quando affrontano la questione delle dipendenze da ogni tipo di droga», ha scritto Moxedano, ricordando che «è all’attenzione del Parlamento un disegno di legge che impone ai candidati di sottoporsi, ad ogni tipo di elezione, ad esami tossicologici»; «e che, da un’indagine effettuata, i cittadini sono convinti che i politici facciano un ampio uso di tutti i tipi di sostanze stupefacenti», il documento proposto dall’esponente dipietrista «impegna il sindaco a stipulare un accordo con l’Asl Napoli 1 per far sottoporre i consiglieri comunali e i componenti della giunta all’esame del capello, per dimostrare di essere estranei all’uso di droghe». I risultati dei test, comunque, sarebbero top secret. Questioni di privacy. Il documento di Moxedano, in ogni caso, non incassa i favori di tutti. E’ il caso di Francesco Nicodemo, che pur ammettendo che «in politica la trasparenza è tutto», critica l’idea dell’esponente dipietrista ritenendo l’isti-tuzione di un test antidroga per gli amministratori pubblici «un’inutile invasione nelle scelte private». «Negli Stati Uniti – dice Nicodemo – non si discute la sacralità della privacy. Eppure gli ultimi due presidenti hanno ammesso di aver fatto uso di droghe, senza che questo incidesse sulla loro elezione perché nei paesi moderni è molto più grave dire il falso e non essere coerente pubblicamente con le proprie scelte private, piuttosto che aver compiuto azioni in contrasto con la morale generale. I cittadini devono valutare non tanto i comportamenti personali di chi fa politica, ma se gli stessi sono coerenti con le battaglie pubbliche. Per esempio come giudicare i politici che partecipano ai Family day e che allo stesso tempo vanno con le prostitute? Come ho già scritto sul Corriere del Mezzogiorno, da non fumatore antiproibizionista, considero molto più utile sostenere un sistema di tolleranza e di legalizzazione delle droghe leggere, per combattere la fonte dei guadagni della criminalità organizzata derivanti dalla produzione e dallo spaccio».

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