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Si possono stanare gli evasori. Lo fa Cota

Le difficoltà aguzzano l’ingegno: la Regione Piemonte, presieduta dal leghista Roberto Cota, ha incassato 36 milioni di euro dai piemontesi che non avevano pagato il bollo auto. Queste maggiori entrate non sono cadute dal cielo ma sono il frutto di un accertamento che è stato reso possibile dalle facili possibilità di incrocio fra le diverse banche dati della pubblica amministrazione. Non è che i computer siano stati inventati quest’anno; o che le banche dati siano state allestite solo in questi ultimi mesi; o che i software per mungere in automatico dalle banche dati informazioni utili non si conoscessero, o si siano state rese disponibili solo recentemente. Ciò che è successo nella Regione Piemonte è che l’amministrazione regionale ha «deciso» di scovare gli evasori dal pagamento del bollo auto e, dopo aver «deciso» che ad essi non avrebbe dato tregua, ce l’ha fatta facilmente a farli emergere, usando dei computer che, in gran parte, erano già in servizio e adottando delle procedure elettroniche già conosciute. Ciò dimostra che, quando si vuole far pagare ai cittadini il dovuto, di solito ci si riesce, specie quando si ha a che fare con dei beni che sono già inseriti in pubblici registri elettronici. Il rastrellamento dei renitenti piemontesi al pagamento del bollo auto dimostra anche che questo tipo evasione non è un’esclusiva delle Regioni meridionali come una certa narrazione leghista tende a far credere. Dando per scontato lo scarso senso civico di molti cittadini italiani, si può ricondurli a un livello di decenza solo se si mettono in azione degli strumenti di accertamento e di riscossione in grado di far pagare il dovuto a tutti, evitando che i furbi possano fare il birignao ai cittadini che si sono comportati nel rispetto delle leggi. Quindi l’accertamento è un fatto necessario ma non sufficiente. Tenendo presente che in Italia non si riesce a far pagare il dovuto nemmeno a coloro che, su loro spontanea richiesta, hanno goduto di uno sconto mirabolante, ricorrendo al condono fiscale, in questo caso il puntuale e generalizzato ricorso alle cosiddette ganasce fiscali è una decisione necessaria e ineludibile per evitare che gli stanati possano farla franca anche dopo essere stati individuati. Una conclusione di questo tipo (che non si può escludere, visti i precedenti) non solo vanificherebbe lo sforzo fatto per individuare gli evasori ma offrirebbe loro dei motivi ulteriori per sbertucciare l’amministrazione pubblica, le leggi violate e la maggioranza dei cittadini che il bollo auto l’hanno regolarmente e puntualmente pagato.

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