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Senza fissa dimora in un registro

Diventa operativo il registro delle persone senza fissa dimora. L’elenco conterrà i dati dei soggetti che, pur presenti nei territori comunali, risultano privi di dimora abituale. Il registro, istituito presso il ministero dell’interno dalla legge n. 94/2009, sarà tenuto dalla Direzione centrale per i servizi demografici del Dipartimento per gli affari interni e territoriali e si avvarrà dell’utilizzo del sistema, già in funzione, dell’Indice Nazionale delle Anagrafi Ina-Saia. E’ quanto ha stabilito un decreto firmato ieri dal ministro dell’interno, Roberto Maroni, che ha provveduto a disciplinare le modalità di funzionamento del registro delle persone che non hanno fissa dimora. La competenza alla gestione dell’elenco, come detto, viene assegnata alla Direzione centrale per i servizi demografici del Viminale, che avrà accesso esclusivo al database. L’aggiornamento del registro sarà invece compito dei comuni, i quali, una volta iscritto il soggetto nell’anagrafe della popolazione residente, dovranno evidenziare la posizione di senza fissa dimora nell’Indice nazionale delle anagrafi. Le specifiche tecniche allegate al dm contengono le istruzioni operative per implementare la segnalazione. In ogni caso, i municipi possono individuare i soggetti presenti nell’Ina e residenti nel proprio territorio operando la ricerca con diverse modalità (ricerca puntuale, codice fiscale, ricerca per nome-cognome, ricerca per lista di 10 codici fiscali). La schermata contenente i risultati recherà, in aggiunta ai dati standard, un apposito campo “senza fissa dimora”, che potrà essere valorizzato dal comune inserendo un segno di spunta (flag). Disciplinate anche le modalità per l’aggiornamento del registro, nonché per effettuare le variazioni derivanti da nascita, iscrizione da mancata iscrizione in alcun comune, immigrazione da altro comune o dall’estero, nonché cambio di abitazione. Per quanto riguarda la sicurezza del sistema, finalizzata ad evitare accessi impropri alla banca dati, la vigilanza spetterà alla citata Direzione centrale. Tutti gli ingressi nel sistema saranno tracciati in un’apposita sezione dedicata del sito: gli accessi saranno identificati per tipologia di utente (comuni o ministero) e per tipologia di informazioni (utenza, data e ora di accesso, oggetto della consultazione, esecuzione dell’operazione). E’ inoltre prevista una specifica procedura di audit, realizzata mediante un servizio di notifica in tempo reale sugli accessi. Sul provvedimento il Viminale ha acquisito il parere preventivo del garante per la protezione dei dati personali. L’Authority ha rilevato l’esigenza di assicurare l’effettività del diritto alla privacy degli interessati, anche attraverso la previsione di idonee misure di sicurezza per l’accesso alla banca dati, puntualmente inserite nell’allegato tecnico al decreto. Pertanto il garante si è espresso favorevolmente.

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