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Semplificazioni operative con 23 decreti ministeriali

Se la panificazione no stop e le nuove regole per il rinnovo del bollino blu e della carta d’identità entrano in vigore subito, per buona parte delle misure del decreto «semplifica Italia» servirà un po’ di tempo in più. E, soprattutto, serviranno diversi provvedimenti attuativi, in qualche caso anche piuttosto complessi.
Sulla base del testo approvato venerdì ma ancora suscettibile di correzioni, dovrebbero essere non meno di 23 i provvedimenti previsti per dare operatività alle norme, tra decreti ministeriali, regolamenti, convenzioni e autorizzazioni varie.
Ieri intanto il ministro per la Pa e la Semplificazione, Filippo Patroni Griffi, ha fornito una stima provvisoria di 500 milioni di risparmi per famiglie e imprese grazie a norme, ha detto, che incideranno su settori i cui costi attuali superano il miliardo di euro l’anno.
Tornando all’implementazione delle misure, se non servono atti particolare per l’attivazione dei poteri sostituitivi che autorizzano la definizione dei nuovi termini per la chiusura di pratiche inevase, bisognerà invece aspettare il gennaio prossimo per vedere in funzione in meccanismo della «burocrazia a crescita zero». Prima dell’entrata in opera i primi tagli automatici delle procedure che sforano sul «bilancio burocratico annuale» di ogni amministrazione, servirà un decreto ministeriale della Funzione pubblica che indici i criteri base da seguire per il conteggio delle pratiche da considerare.
Ancora. Il cambio di residenza «in tempo reale» dovrebbe funzionare da subito, fatti salvi naturalmente i tempi tecnici di adeguamento degli uffici comunali, mentre serviranno 180 giorni per vedere il decollo del previsto sistema di comunicazione on line di atti e documenti tra le diverse amministrazioni, un tempo entro il quale le modalità operative dovranno essere definite in «uno o più» decreti ministeriali del Viminale, in concerto con Funzione pubblica e Difesa e dopo aver sentito la Conferenza Stato-Città.
Particolarmente complesso (e quindi a rischio di dilatazione dei tempi) è invece il meccanismo che dovrebbe portare, dal prossimo gennaio, al varo di regolamenti della Presidenza del Consiglio con le indicazioni degli atti semplificati necessari per l’avvio di un’attività economica. Per arrivare a quell’obiettivo il ministero della Pa e le Semplificazioni dovrà realizzare la prevista sperimentazione delle «procedure veloci» insieme con le associazioni imprenditoriali, un passaggio che prevede convenzioni con le Regioni e le Camere di commercio prima di arrivare a un regolamento attuativo entro il 31 dicembre.
Per imprese sono diverse le semplificazioni immediate. Lo sarà, una volta pubblicato il decreto in Gazzetta Ufficiale, l’ulteriore semplificazione per la tenuta del libro unico del lavoro, la «responsabilità solidale» negli appalti e la possibilità di ri-assumere per via veloce, per un contratto stagionale, gli stessi lavoratori già impiegati con contratti precedenti. Bisognerà invece aspettare il mese di settembre del 2013 per vedere in funzione la Banca dati dei contratti pubblici. Per l’attivazione di questo organismo, che libera le imprese dalla produzione di documenti e certificazioni tecniche ogniqualvolta decidono di partecipare a una gara d’appalto (il risparmio previsto è di 1,3 miliardi l’anno) serviranno diversi atti e regolamenti che dovrà emanare l’Autorità di vigilanza di settore. E atti regolatori coordinati tra ministeri dell’Ambiente, della Pa e dello Sviluppo economico saranno anche indispensabili per accendere l’attesissimo disco verde all’autorizzazione unica ambientale per le Pmi.
Sul fronte della digitalizzazione delle procedure la misura che impone tra il 2013 e il 2014 la razionalizzazione dei sistemi di acquisti di beni e servizi da parte del ministero dell’Istruzione e dell’Università dovranno passare per diversi decreti regolamentari della Presidenza del Consiglio, del ministero dell’Economia e di quello della Pa; atti che serviranno tra l’altro per definire gli importi oltre i quali tutti gli acquisti dovranno passare per il Consip.
Diversi i decreti attuativi previsti per l’attuazione delle misure di semplificazione previste sul fronte scuola, settore dove la procedura più complicata e critica è contenuta nell’articolo 61, relativo alla modernizzazione del patrimonio immobiliare scolastico. Si prevede una ricognizione degli immobili esistenti, la costituzione di uno o più fondi immobiliari. Prima del varo del piano serviranno passaggi in Cipe, Conferenza unificata e il coinvolgimento di diversi ministeri che dovranno produrre atti propri. Un iter lungo nel corso del quale i vari attori coinvolti saranno chiamati a fare i conti anche con i vincoli di finanza pubblica.

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