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Scuola, ufficializzate le assunzioni

Ufficializzate quasi 17mila assunzioni, tra personale Ata, docenti e presidi, nella scuola italiana per l’anno scolastico in corso (2010-2011). Su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione e del Ministro dell’economia e delle finanze, il Consiglio ha infatti autorizzato venerdì scorso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ad assumere 170 dirigenti scolastici, 10.000 unità di personale docente ed educativo e 6500 di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario”. I numeri delle assunzioni nel mondo della scuola erano già stati annunciati nell’agosto scorso dal Ministro Gelmini (si era inizialmente parlato di 13 mila assunzioni, poi divenute invece quasi 17 mila). Il passaggio formale non cambia la situazione che ha visto i sindacati chiedere maggiori assunzioni a Viale Trastevere, viste le necessità del comparto scuola e considerato che gli esperti del settore hanno definito “impressionate” il trend decrescente delle assunzioni nel settore. Per la prima volta ci sono molte province (27) e tre regioni (Campania, Puglia e Sicilia) che a livello di scuola primaria non avranno neanche una nomina. Anche nella secondaria superiore si registra una notevole frenata. A Roma i docenti assunti a tempo indeterminato sono 69, a Milano 46, a Napoli 44, a Torino 25, a Bologna 9, a Palermo 6, a Cagliari 2, e a Trieste solo uno. E buona parte dei posti spettano ai docenti di sostegno: per esempio nella provincia di Napoli sul totale di 626 assunzioni 401 vanno al sostegno, a seguito dell’attuazione di quanto disposto dalla legge finanziaria 2008 che aveva introdotto la copertura graduale, fino al 70% del totale, dei posti riservati al supporto degli alunni diversamente abili. Infatti, quasi metà dei docenti (secondo le tabelle pubblicate sul sito del Ministero) sono impiegati come insegnanti di sostegno (5.022), il resto suddiviso tra scuola infanzia (1.680), elementari (790), medie (1.740) e superiori (726). Tra gli Ata, 1.232 sono gli assistenti amministrativi, 402 gli assistenti tecnici, 60 i cuochi, 4.553 i collaboratori scolatici, più altre figure specializzate, compresi guardarobieri (48), infermieri (33) e addetti alle aziende agrarie (55). A livello regionale, a fare il pieno di docenti Lombardia (1.547), seguita dal Lazio (1.124) e Campania (1.006). Anche per gli Ata la Lombardia guida di gran lunga la classifica con 1.207 neoassunti, seguita a distanza dal Lazio (617) e Campania (553).

ASSENZE
Intanto sono cresciute a settembre le assenze per malattia degli insegnanti e del personale Ata della Scuola. Lo rende noto il Ministero della pubblica amministrazione e innovazione riferendo i dati della rilevazione del Miur effettuata su 10.099 istituzioni scolastiche (il 96,2% del totale). “Rispetto a quelli dello stesso mese dell’anno precedente, a settembre -riferisce il Ministero della pubblica amministrazione- i giorni di assenza per malattia del personale della scuola con contratto a tempo indeterminato sono aumentati del 5,9% tra gli insegnanti (315.907 giorni rispetto ai 298.371 di settembre 2009) e del 7,1% tra il personale tecnico amministrativo (163.360 giorni rispetto ai 152.596 di settembre 2009)”. “Al contrario, -prosegue- le assenze superiori ai 10 giorni sono diminuite del -17,8% tra gli insegnanti e del -16,0% tra il personale tecnico amministrativo. Le assenze per altri motivi sono invece aumentate del 3,2% tra gli insegnanti e del 5,0% tra il personale tecnico amministrativo”. Nel confronto tra ordini di scuola, “l’incremento più consistente delle assenze per malattia degli insegnanti con contratto a tempo indeterminato è avvenuto -continua- nella scuola dell’infanzia (+11,8%), presso la quale si osserva al tempo stesso una riduzione significativa (-17,0%) delle assenze superiori ai 10 giorni”. “A livello territoriale, – riferisce ancora – l’aumento più significativo delle assenze per malattia si registra tra il corpo docente che opera nelle regioni del Nord-Est (+15,2%) e tra il personale tecnico amministrativo che opera nelle regioni del Nord Ovest (+11,8%)”.

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