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Scontro sul decreto Campania

Un via libera “salvo intese” al decreto legge sull’emergenza rifiuti in Campania. Tradotto dal “burocratese” significa che per la stesura del testo definitivo del provvedimento d’urgenza ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere. Uno di questi è quello legato ai termovalorizzatori e soprattutto a chi affidare la loro costruzione: province o comuni. E mentre la trattativa politica prosegue, il termometro nei territori dei siti contestati (ma anche nei palazzi della politica) torna a salire con modalità preoccupanti. Nel tardo pomeriggio di ieri la polizia ha rinvenuto tre granate di fabbricazione balcanica sulla strada panoramica per Terzigno: secondo il questore di Napoli, Santi Giuffrè, si tratta di un attacco deliberato alle forze dell’ordine. Nelle stesse ore l’eurodeputato leghista Matteo Salvini attaccava la decisione del ministro Raffaele Fitto di aprire un tavolo tra le regioni per affrontare l’emergenza rifiuti: «Milano e la Lombardia hanno già aiutato e pagato: non vogliamo più ricevere un solo sacco di monnezza napoletana» ha detto l’esponente della Lega Nord, secondo cui la Lombardia dovrebbe decidere di chiudere i propri inceneritori e le proprie discariche ai rifiuti provenienti dal Sud. A Roma intanto il governo, secondo quanto emerge dal testo del Dl proposto all’esame del Cdm, era orientato ad affidare la costruzione dei termovalorizzatori alle province. Soluzione criticata sul nascere dal Pd, a tal punto da spingere il segretario del partito democratico Pierluigi Bersani a una vera e propria invasione di campo: con la riunione del Consiglio in corso, Bersani varcava il portone di Palazzo Chigi per dire “no” alla provincializzazione dei termovalorizzatori: «È una scelta non fattibile, non è la soluzione e non fornisce alcuna garanzia». Così nel licenziare i quattro articoli del Dl il governo avrebbe scelto di affidare al presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, il compito di mediare con comuni e regioni. Di qui l’approvazione salvo intese. Il provvedimento d’urgenza, in particolare, stabilisce la cancellazione delle tre discariche di Cava Vitiello (Terzigno), Serre (Sa) ? località Valle della Masseria e Andretta (Av) ? località Pero Spaccone (Formicoso). Inoltre prevede che i rifiuti trattati e con idonei livelli di biostabilizzazione, previa autorizzazione regionale, possono essere impiegati come materiale di ricomposizione ambientale per la copertura e risagomatura delle cave abbandonate e dismesse, ovvero come materiale di copertura giornaliera per gli impianti di discarica in esercizio. Secondo quanto dispone l’articolo 3 il governo preleverebbe 150 milioni dai fondi Fas per sostenere le iniziative finalizzate al coordinamento della complessiva gestione regionale del ciclo dei rifiuti, nonché per assicurare comunque l’attività di raccolta, spazzamento, trasporto dei rifiuti e per l’incenerimento della raccolta differenziata operata dalla regione Campania. Intanto il Cdm ha dato il via libera al decreto legislativo di recepimento della direttiva rifiuti (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). Secondo il ministro Stefania Prestigiacomo l’Italia «tra i primi paesi ad allinearsi, supera la fase artigianale nel trattamento dei rifiuti, che diventano risorsa»: ciò determinerà tra l’altro, «la diminuzione dei costi di smaltimento per i cittadini, perché i rifiuti troveranno collocazione in una filiera produttiva anche come fonte di energia rinnovabile».

Due provvedimenti

Il decreto Campania
Nel testo licenziato ieri “salvo intese” – e cioè ancora subordinato alle trattative con gli enti locali – resta il nodo dei termovalorizzatori. Il governo vorrebbe affidare la costruzione a province (e comuni), mentre l’opposizione è fermamente contraria a una soluzione che «non fornisce garanzie». L’esecutivo ha incaricato il governatore campano, Caldoro, di mediare con gli enti locali.

Il decreto di recepimento Ue
Il consiglio dei ministri ha dato il via libera al ddl rifiuti Ue, che introduce grandi novità nel ciclo dei rifiuti e anche le nuove sanzioni per il Sistri.

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