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Scambio immobili-grandi opere

Fonte: Il Sole 24 Ore

ROMA – Tra le misure che il Governo sta studiando per rilanciare le infrastrutture e favorire la partecipazione dei capitali privati alle grandi opere c’è anche una maggiore flessibilità per la «cessione di immobili a titolo di corrispettivo delle concessioni». Già oggi la permuta di immobili per pagare i lavori pubblici è possibile per il codice degli appalti (articolo 53, commi 6 e seguenti), ma il Governo pensa di facilitare queste operazioni, allargarle alle concessioni, dove gli edifici possono sostituire il contributo pubblico nelle operazioni di partnership pubblico-privato. Nel pacchetto che il ministero delle Infrastrutture sta preparando ci sarebbe anche la possibilità di fare ricorso alle società miste per la gestione di «concessioni di sviluppo territoriale» con una tariffa di area applicata a infrastrutture di modalità diverse. Procede insomma la ricognizione a 360 gradi degli strumenti con cui rilanciare i cantieri: anche il ministero dell’Economia, con la consulenza della Cassa depositi e prestiti, sta mettendo a punto un pacchetto di proprie proposte. Un segnale di apertura alla richiesta che nei giorni scorsi era venuta dalle Infrastrutture: prevedere nel pacchetto di stimoli anche incentivi fiscali in favore dei privati disposti a investire nella realizzazione delle opere, per esempio destinando loro quote dell’extragettito dell’Iva derivante dalla realizzazione dell’opera o introducendo la parziale deducibilità dei capitali investiti in opere. Nel merito del tipo di incentivo, però, non si è ancora discusso. Anche perché il vertice di ieri fra i ministri Tremonti (Economia), Romani (Sviluppo economico), Sacconi (Lavoro), Calderoli (Semplificazioni) e il viceministro Castelli per le Infrastrutture, si è limitato a una ricognizione delle cose fatte nel 2011 (si veda articolo a fianco) anche per capire che cosa non ha funzionato. Il ministero delle Infrastrutture stima comunque che nel 2011 sono stati avviati nuovi cantieri relativi a opere dal valore totale di 73 miliardi. Il problema, semmai, è garantire una cassa con continuità negli anni a queste opere. Parallelamente ai vertici ministeriali, Castelli sta tenendo una serie di incontri con le parti sociali, le associazioni imprenditoriali, i concessionari per raccoglierne le proposte capaci di rimettere in moto la macchina. Sui provvedimenti allo studio è intervenuto ieri il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, che lancia l’allarme sui tempi del provvedimento e sulle risorse. «Apprezziamo lo sforzo del Governo di queste settimane – ha detto – ma perché questo intervento sia efficace le semplificazioni non bastano, servono risorse immediate per far ripartire le opere pubbliche, grandi e piccole, e per mettere in sicurezza il territorio attraverso un programma di piccoli e medi interventi». L’Ance rilancia anche il piano per le città. Proprio sul punto delle risorse, per altro, il Governo ha definitivamente tagliato i 2,4 miliardi di risorse del Fas nazionale che la manovra di luglio aveva inizialmente accantonato in attesa dello svolgimento dell’asta sulle frequenze tv. Lo ha fatto con un emendamento alla legge di assestamento del bilancio approvato mercoledì dalla Camera. Il sacrificio maggiore viene chiesto allo Sviluppo economico che perderà risorse per 1.012 milioni, mentre l’Economia rinuncia a 579 milioni per vari programmi di finanziamento e la Difesa dovrà rinunciare a 235 milioni (per gli altri ministeri si veda la tabella).

LA PAROLA CHIAVE

Permuta
Esiste già nel codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 163/2006, articolo 53, commi 6 e seguenti) la possibilità per un’amministrazione di pagare il corrispettivo dovuto a un appaltatore mediante la cessione di un bene pubblico. Questo va ovviamente specificato a monte nel bando di gara. Ora è allo studio l’estensione esplicita di questa facoltà alle concessioni di lavori pubblici. L’ente pubblico interessato alla realizzazione di un’opera che non si ripaga interamente il costo di costruzione con il cash flow potrà cedere un immobile o la sua gestione così da incrementare il cash flow atteso.

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