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Sbloccati 230 milioni per il Mose

ROMA – Infrastrutture, ricerca e agricoltura sono i tre capitoli su cui ieri si è concentrato il lavoro del Cipe. In prima fila il sistema Mose di Venezia: nella riunione del Comitato per la programmazione economica è stato assegnato un nuovo finanziamento di 230 milioni, la settima tranche prevista con la quale si raggiunge il 75% dello stanziamento complessivo. Autorizzata poi la realizzazione del primo lotto della tratta Treviglio-Brescia del collegamento ferroviario ad Alta velocità Milano-Verona per un importo di 1,2 miliardi e quella del primo lotto del Terzo Valico dei Giovi (Alta velocità Milano-Genova) per 500 milioni. Nel pacchetto Cipe rientra anche la Galleria di base del Brennero, con l’ok al primo lotto costruttivo (790 milioni) e al progetto preliminare per il tratto Fortezza-Ponte Gardena (150 milioni). Sempre tra le opere finanziate al Nord, da segnalare l’approvazione del progetto definitivo del cunicolo esplorativo de La Maddalena (Torino-Lione). Passando al Centro-Sud, spicca il via libera al progetto definitivo dell’autostrada Roma-Latina. Si parte con 468 milioni su un investimento di 2,7 miliardi (di cui il 40% a carico dello Stato). Al Mezzogiorno solo un mini-pacchetto di risorse Fas, tra cui la piastra portuale di Taranto (33,6 milioni). Non a caso Roberto Castelli, viceministro alle Infrastrutture ed esponente della Lega, mette in evidenza i 16,2 miliardi di stanziamento (valore totale delle opere) per il Nord. Soddisfazione anche dal presidente di Confindustria Veneto Andrea Tomat. Sarà il prossimo Cipe, in coincidenza con il lancio del piano Sud, a dover compensare le aspirazioni “sudiste” presenti nel governo. Sono arrivati intanto i rilievi dell’Ance, l’associazione costruttori, che riguardo agli annunci sottolinea come si tratti perlopiù di «grandi progetti che erano bloccati da più di un anno perché era necessario “spezzettarli” in lotti costruttivi». Inoltre, osservano i costruttori, non c’è nessuna nuova assegnazione nel-l’ambito dei programmi di opere medio-piccole previste nel Piano Cipe del giugno 2009. Dalle infrastrutture alla ricerca. Sbloccati 785 milioni per i contratti di innovazione tecnologica, uno strumento di incentivazione annunciato lo scorso gennaio ma rimasto finora nel cassetto. Si tratta di finanziamenti per progetti di importo superiore a 10 milioni da realizzare con partnership pubblico-privato. Erano stati alimentati con 1 miliardo ma la distribuzione degli 89 progetti pervenuti (dislocati soprattutto al Centro-Nord) non ha consentito l’utilizzo pieno di risorse dal Pon (che ha vincoli territoriali a favore del Sud). Si è così accresciuta la quota di risorse disponibili a valere sul Fri (Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti). Lo stesso ministero dello Sviluppo, nella seduta di ieri, ha ottenuto il via libera al contratto di programma con la Portovesme srl (produzione di zinco) per investimenti in Sardegna: 112 milioni totali di cui 19,8 a carico del ministero. Approvato, infine, anche il riparto di 100 milioni destinati al settore agroalimentare nell’ambito del Fondo infrastrutture. In particolare, 64 milioni vanno a copertura dell’aiuto alla quota zucchero prodotta in Italia.

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