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Sblocca Italia, Anci a governo: ecco alcune proposte dei comuni in materia di finanza locale

È necessario e urgente trovare soluzione, con interventi normativi e correttivi, ad alcune forti criticità in tema di finanza locale. Lo sottolinea l’Anci, che ha predisposto una serie di emendamenti che potrebbero essere recepiti nello Sblocca Italia o, in alternativa, adottati dal Governo con un decreto urgente.

Le principali richieste dell’Associazione dei Comuni, tra le altre, riguardano soprattutto questioni relative a Imu, Tasi e Patto di stabilità. In particolare, viene proposto di ripartire su base triennale (2014-2016) il recupero di 142 milioni di euro a carico di 2.700 comuni, derivante dalla revisione dell’Imu del 2013. L’Anci fa notare che la diluizione in tre anni della quota è “indispensabile per evitare scompensi in numerosi comuni nella gestione 2014”.

Riguardo poi la Tasi, i comuni chiedono che vengano rese effettive anche le deliberazioni sulle aliquote successive alla scadenza del 10 settembre e pubblicate dal Mef fino al 5 ottobre. Il tutto in considerazione delle difficoltà per molti comuni generate dalla proroga dei bilanci al 30 settembre e dalle oggettive difficoltà di trasmissione dei dati, indipendenti dalla volontà degli amministratori e non riconducibili all’operato degli uffici comunali.

Infine, e relativamente al sistema sanzionatorio sul rispetto del Patto di stabilità, l’Anci chiede di “riformulare in maniera sostenibile la sanzione di carattere finanziario per il mancato rispetto del Patto di stabilità 2013, ponendo un limite massimo pari al 3% dell’entrata corrente dell’ente inadempiente”. Le acquisizioni di liquidità da parte dei comuni per l’estinzione di debiti pregressi, sottolineano i comuni “hanno spesso comportato errori nella formulazione della richiesta o concessioni di liquidità senza un corrispondente ampliamento degli spazi finanziari concessi”.

Da eliminare in toto, poi, le sanzioni per i ritardi di comunicazione della certificazione del saldo ai fini del rispetto del Patto: “L’incertezza normativa tra il 2013 e il 2014 – spiega l’Anci – ha reso complessa l’attività di ricognizione e certificazione delle risorse a bilancio, rendendo impossibile per molti comuni, che hanno comunque rispettato i limiti imposti dal Patto di stabilità, procedere alla certificazione del saldo entro le scadenze imposte”.

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