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Salvi i benefici alle rinnovabili

ROMA – Sono salvi gli incentivi alle fonti rinnovabili. Il relatore alla manovra, Antonio Azzollini, ha preparato una nuova formulazione del discusso articolo 45 che era stato appena emendato in commissione Bilancio del Senato. L’ultima versione dell’articolo 45 confermava l’abolizione dell’obbligo di acquisto da parte del gestore dei servizi energetici (Gse) dei certificati verdi in eccesso sul mercato e destinava i proventi per due terzi al finanziamento della Pubblica istruzione e per un terzo al parziale sgravio dalle bollette della voce che serve a finanziare il riacquisto. Ma ecco la novità, con cui si tiene fede alle promesse fatte alle categorie economiche (dalle associazioni degli operatori energetici alla stessa Confindustria) che avevano duramente protestato per lo stop al ritiro. Nella nuova riformulazione dell’articolo 45 Azzollini conferma l’obbligo dei ritiro anche se mantiene la promessa di finanziare almeno un po’ le necessità della pubblica istruzione. I proventi verranno sempre dalla rivisitazione del meccanismo dei certificati verdi e delle sovvenzioni Cip6, ma in maniera più soft. I fondi deriveranno dalle risoluzioni anticipate volontarie delle convenzioni Cip6, come dispone la legge “sviluppo” (la 99/2009) dello scorso agosto, che obbliga a realizzare in ogni caso un saldo attivo tra la spesa per le risoluzione anticipata e i risparmi stimati dall’operazione. La quantificazione dei fondi sarà fatta dal governo entro 90 giorni, e comunque dopo l’approvazione del meccanismo sulla risoluzione volontaria delle convenzioni che nel frattempo è stato predisposto dall’Authority per l’energia ed è ora al vaglio del governo. Così come la ripartizione delle risorse a favore del sistema di istruzione sarà fatta con un decreto del governo (che porterà la firma del dicastero guidato dalla Gelmini ma anche dell’Economia) solo dopo l’approvazione della riforma organica del settore universitario. Ma proprio la necessità di ricavare i fondi dalla risoluzione anticipata delle convenzioni Cip6 rende necessaria un’operazione per rendere più efficiente il meccanismo dei sussidi. Nel mirino cadranno dunque quelle produzioni di elettricità “assimilate” alle rinnovabili che di ecologico hanno poco o nulla e che nel tempo hanno appesantito il sistema sino a prendere addirittura la supremazia. Il nuovo articolo 45 prevede dunque che il contenimento degli «oneri generali di sistema gravanti sulla spesa energetica di famiglie ed imprese» debba essere realizzato anche, e forse soprattutto, promuovendo le fonti rinnovabili vere. Ciò dovrà consentire di tagliare l’importo previsto per i sussidi riferiti al 2011 del 30% rispetto a quelli erogati quest’anno. E il taglio dovrà avvenire in massima parte (80%) riducendo la quantità dei certificati verdi in eccesso che il Gse è ora chiamato a ritirare.

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