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Sì alla fiducia, manovra al traguardo

ROMA – Il governo incassa la fiducia (la 36esima della legislatura) e la manovra correttiva da 25,068 miliardi per il biennio 2011- 2012 s’avvia alla conclusione del suo iter parlamentare, prevista con il voto finale di conversione in legge entro la tarda mattinata di oggi. 329 i sì e 275 no su un provvedimento «che comporta sacrifici ma che era necessario perché imposto dalla Ue » ha spiegato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ieri presente in Aula a Montecitorio, «una manovra – ha aggiunto il premier – che proteggerà l’Italia dalla speculazione finanziaria e ci eviterà di fare la fine della Grecia». Il testo approvato è identico a quello corretto in Senato in prima lettura, dove è stato ritoccato al rialzo l’impatto sul deficit, destinato a scendere dal 5% del Pil di quest’anno al 2,7%, indicato per il 2012. Si è passati dai 24,9 miliardi del decreto varato il 31 maggio a 25,068 miliardi che rappresentano la manovra netta attuale, con un impatto in termini di minori spese per circa 15 miliardi cui vanno ad aggiungersi 10 miliardi di maggiori entrate. La manovra «lorda», ossia l’ammontare delle risorse che complessivamente vengono reperite, è più elevata: 27,1 miliardi (di cui 17,2 miliardi nel 2011). La differenza tra i valori per il biennio verrà utilizzata per misure espansive, pari al 30% il primo anno e al 7,6% il secondo anno. L’opposizione ha contestato il decreto come «ingiusto e depressivo » perché, come ha sottolineato Pier Luigi Bersani, «riduce gli investimenti e i consumi». Secondo il leader dei Democratici la manovra non colpisce i cosiddetti «papaveri», come aveva sostenuto il ministro Giulio Tremonti, ma piuttosto categorie deboli «come gli insegnanti, i poliziotti, gli infermieri, i vigili del fuoco e gli agricoltori». Certo, il rigore era necessario, ha riconosciuto l’Udc con Pier Ferdinando Casini, ma il pacchetto economico messo in campo dal governo «manca di coraggio politico». Un esempio è per Casini dato dal-la Fiat, che sceglie di delocalizzare anche perchè mancano misure a sostegno delle imprese. E la Fiat è solo lo specchio «di tante piccole imprese» costrette a scelte di questo genere. Di manovra «iniqua» nei confronti delle famiglie, dei pensionati, dei cittadini, ha parlato anche Antonio Borghesi (Idv) per i quali essa rappresenta «l’ennesimo olio di ricino da ingoiare». Accuse respinte dal capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, che ha ricordato come altre paesi abbiano adottato «misure ben più aspre delle nostre». Dopo il voto finale e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non si chiuderà tuttavia lo strascico delle questioni irrisolte e per le quali già diversi ministri hanno assunto impegni formali, da adottare molto probabilmente in autunno con la legge di stabilità (l’ex Finanziaria).Ieri a manifestare fuori da Montecitorio oltre alla Cgil c’erano anche molti associati di Confagricoltura, che contestavano la proroga del pagamento delle multe per le quote latte. E Bruxelles ha già mandato un avvertimento al governo affinché garantisca un’applicazione rigorosa delle norme che regolano il sistema di produzione. Lo stesso presidente del Consiglio, che dopo il voto è andato alla Farnesina, ha poi rassicurato gli ambasciatori che i tagli che li riguardano saranno temporanei e che appena la congiuntura migliorerà ( già ci sono «segnali di forte ripresa », ha detto il premier) «ci saranno cambiamenti». Correzioni sono annunciate pure sui tagli del 50% alle risorse per gli enti vigilati, i parchi e i musei. Ieri la commissione Ambiente del Senato ha autorizzato i 54 milioni per il 2010, quasi tutti destinati ai parchi nazionali, proposti dal ministero dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che ha dato garanzie anche per il prossimo biennio. E correzioni, infine, dovrebbero arrivare sui divieti alle sponsorizzazioni da parte delle amministrazioni e per risolvere la questione Tia-Tarsu, rimasta aperta dopo la norma interpretativa introdotta con il maxiemendamento in Senato.

LE PARTITE RINVIATE

Diplomatici
Il taglio lineare del 10% alla Farnesina, contro cui i diplomatici hanno scioperato martedì, potrebbe venire rimesso in discussione in futuro. Il ministro Franco Frattini ha auspicato che il settore non sia privato delle «risorse indispensabili a consolidare l’Italia nel mondo»

Enti vigilati
Anche il taglio del 50% agli enti vigilati potrebbe essere rivista con la legge di stabilità di fine anno. In gioco c’è il settore ricerca ma anche i parchi sui quali ha già assunto un impegno il ministro Stefania Prestigiacomo «ripristineremo assolutamente il finanziamento. Per questo io mi immolo»

Sponsorizzazioni
Il divieto per le amministrazioni e gli enti di sponsorizzare eventi è nel mirino di molti, a partire dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi che ha assunto impegni anche sul recupero delle risorse per i musei

Quote latte
Bruxelles ha già mandato un avvertimento in merito alla norma che proroga il pagamento delle multe per le quote latte. La Commissione chiede all’Italia rassicurazioni sul fatto che le norme non siano in contraddizione con la linea europea e con gli impegni presi dal governo italiano su un’applicazione rigorosa ed effettiva del sistema delle quote latte.

Tia e Tarsu
Resta da risolvere la vicenda della tariffa ambientale adottata da 1.200 comuni e bocciata l’anno scorso dalla Corte costituzionale. La norma interpretativa che è stata introdotta si riferisce infatti alla tariffa prevista dal codice dell’ambiente (Dlgs 152/2006), ancora non applicata, e non alla “vecchia” tariffa, quella prevista dal decreto Ronchi,l’unica oggi in vigore

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