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Roma aumenta i tagli al Veneto «Cultura a rischio nel 2011»

VENEZIA – Cattive notizie da Roma: la riduzione dei trasferimenti prevista per il 2011, a quanto pare, non sarà più di 352 milioni di euro, bensì di una cifra non meglio precisata tra i 370 ed i 390 milioni di euro. Anche per questo ieri, in giunta, si è ripreso a parlare con insistenza di un ritorno in grande stile dell’addizio-nale Irpef. Intanto, però, si sono trovati i soldi per le magagne dell’Arpav ed anche il governatore Luca Zaia, alla fine, è stato accontentato: Veneto Sviluppo avrà 35 milioni di euro per dare una scossa alle banche e lanciare una scialuppa alle piccole imprese con l’acqua alla gola. Ne farano le spese gli assessori regionali, che vedono dirottati dalle loro casseforti i denari necessari per dare alla luce gli «Zaia bond», mentre la Biennale, la Fenice e l’Arena l’hanno scampata, almeno per il momento: «Abbiamo fatto i salti mortali per mantenere le promesse – chiosa l’asses-sore al Bilancio Roberto Ciambetti amargine della presentazione dell’assesta-mento – ma dal prossimo anno si cambia registro». Il conto di Roma. Nonostante il governatore continui a ripetere che «la cosa non è all’ordine del giorno», perché «ci stiamo occupando d’altro», la giunta ieri è tornata ad aprire il fascicolo «addizionale Irpef». Il motivo è che il tempo stringe e più di tanto ancora non si può tergiversare: se si vuole reintrodurre la gabella cancellata da Galan (uno 0,5% in aggiunta allo 0,9% che già finisce nelle casse dello Stato) come si vanno convincendo i leghisti di governo, infatti, si dovrà portare la legge in consiglio regionale entro la fine di novembre, altrimenti gli uffici non avranno il tempo per predisporne l’applica-zione di concerto con i datori di lavoro che fanno da sostituti d’imposta. Altre vie di scampo, per il momento, non se ne vedono, anche perché l’orizzonte si sta facendo sempre più nero: il taglio ai trasferimenti per il 2011, come detto, dovrebbe salire da 352 milioni ad una cifra non ancora definita tra i 370 ed i 390 milioni di euro. L’ha spiegato il governo venerdì alla Regione, con buona pace di Zaia che a suo tempo ruppe il fronte dei governatori confidando nel fatto che un atteggiamento più collaborativo, unito ad una trattativa riservata e privilegiata, avrebbe ridotto il conto presentato da Tremonti al Veneto. La cultura nel mirino. Ad ogni modo, nell’assestamento che rivede l’ultimo bilancio Galan si sono trovati comunque i soldi per coprire il buco dell’Arpav, 5 milioni e 100 mila euro frutto di consulenze, analisi ed attività varie rese dall’Arpav ad alcuni enti locali, il cui pagamento («sovrastimato» a detta di Ciambetti) è stato inserito tra le voci in entrata senza che però fosse mai stato davvero liquidato. I denari buoni per quest’anno (per il prossimo sono già in agenda altri 10 milioni per l’ac-quisto delle nuove sedi di Treviso e Vicenza) sono stati trovati grazie a risparmi sui mutui, qualche taglia e incolla tra le voci di bilancio ed un incasso imprevisto dall’Irap, 700 mila euro in più. Allo stesso modo è stato possibile anche mantenere le promesse fatte qualche tempo fa alla Biennale, alla Fenice ed alla Fondazione Arena di Verona: alla prima va un milione di euro, alle altre due circa un milione 800 mila euro ciascuna. «Abbiamo mantenuto gli impegni presi dai nostri predecessori – spiega Ciambetti – ma non penso che si potrà continuare su questa strada anche in futuro perché i chiari di luna sono cambiati e non possiamo far finta di non essercene accorti». Vien da chiedersi come sia stato accolto Zaia al consiglio d’amministra-zione della Biennale, dove siede e che si è riunito giusto ieri. Tira un sospiro di sollievo, invece, l’assessore alla Mobilità Renato Chisso: tra le pieghe del bilancio, infatti, si sono trovati 4 milioni di euro da destinare alle aziende pubbliche del trasporto su gomma e lagunare. Verranno distribuiti secondo i soliti criteri, quelli dei chilometri percorsi e dei servizi effettuati. Tempi bui per gli assessori. In giunta, in ogni caso, c’è ben poco da ridere: tutti i budget degli assessori, infatti, hanno subito una riduzione tra il 10 ed il 13%, estremo sacrificio di leghisti e pidiellini per accontentare il governatore che a fine luglio aveva ordinato: «Si trovino i soldi per un fondo di garanzia a sostegno delle imprese». Ciambetti si è messo al lavoro e cesella di qua, cesella di là, alla fine ha messo insieme 35 milioni di euro. «Questo è uno di quei giorni in cui esco dalla giunta contento e soddisfatto» sorride Zaia. «Ringrazio tutti i colleghi che hanno accettato di buon grado il ritocco, facendo ciascuno la propria parte». I 35 milioni andranno ora a Veneto Sviluppo che li utilizzerà, insieme ad altri 15 milioni in arrivo nel 2011, per garantire i mutui chiesti dalle piccole e medie imprese. «Abbiamo già avuto l’occhei dalle banche» avverte il governatore. La speranza è quella di sbloccare prestiti per 4 miliardi di euro.

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