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Rom: progetto cofinanziato da UE vince premio mediatico

Un progetto cofinanziato dall’Unione europea e destinato a contrastare, attraverso il cinema, gli stereotipi sui Rom ha vinto un prestigioso premio conferito dall’organizzazione statunitense Society of Professional Journalists. Al progetto ’Colorful but Colorblind’ hanno partecipato giornalisti Rom e non, per produrre una serie di 25 cortometraggi che raccontano le storie di comunità Rom nell’Europa centrale ed orientale. L’obiettivo era di incoraggiare una visione più sfumata delle questioni che riguardano le popolazioni Rom ed una maggior partecipazione dei giornalisti Rom nell’attività dei media convenzionali, oltre che cercare di rafforzare il dialogo fra culture e la comprensione reciproca fra giornalisti. Il progetto è stato scelto per la presentazione (come indipendente) nella categoria Sigma Delta Chi Award per l’eccellenza nel giornalismo dei media digitali.
La maggior parte dei Rom in Europa deve affrontare una situazione di persistente povertà, esclusione e discriminazione e, a seguito della crisi economica e finanziaria, la loro situazione sta addirittura peggiorando. Questi problemi possono essere aggravati da stereotipi sulle loro comunità, a loro volta nutriti da un atteggiamento tendenzioso dei media. Il progetto “Colorful but Colorblind” ha voluto cercare di contrastare la stereotipizzazione contro i Rom mediante l’uso creativo degli strumenti multimediali nel raccontare i problemi di questa minoranza. Ha riunito 50 giornalisti, Rom e non, e li ha formati con l’aiuto di specialisti della narrazione multimediale.
Il progetto si è concentrato sulla Bulgaria, la Repubblica ceca, l’Ungheria, la Romania e la Slovacchia – paesi questi con una consistente popolazione Rom – ed è stato cofinanziato dal programma UE “Diritti fondamentali e cittadinanza”, con 303 040 euro.

Contesto
I 10-12 milioni di Rom che vivono in Europa si trovano a subire la discriminazione, l’esclusione e la negazione dei loro diritti, mentre i governi perdono in termini di reddito e produttività sprecando i potenziali talenti di queste popolazioni. Una migliore integrazione economica e sociale è indispensabile, ma se vogliamo che sia efficace, occorre agire in modo concertato su tutti i livelli, per affrontare le molteplici cause dell’esclusione.
Molti dei settori in cui l’integrazione dei Rom può essere migliorata, quali l’istruzione, l’occupazione, l’assistenza sanitaria e l’alloggio, sono innanzitutto di competenza nazionale o regionale. L’Unione europea ha tuttavia l’importante compito di coordinare l’intervento degli Stati membri. Il 5 aprile 2011 la Commissione ha proposto un quadro europeo per le strategie nazionali di integrazione dei Rom che si fonda su quattro aree d’intervento: l’accesso all’istruzione, all’occupazione, all’assistenza sanitaria e all’alloggio. Gli Stati membri sono stati invitati a definire obiettivi nazionali individuali per l’integrazione dei Rom, proporzionati alle dimensioni di ciascuna delle popolazioni e all’attuale livello delle rispettive politiche di integrazione. Il quadro contribuirà a guidare le politiche nazionali per i Rom e a mobilizzare le risorse disponibili a livello UE a sostegno degli sforzi di integrazione.
Il 24 giugno 2011 i leader europei hanno approvato il quadro UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom. Gli Stati membri dovranno presentare strategie nazionali sui Rom entro la fine del 2011, specificando il modo in cui intendono contribuire al raggiungimento degli obiettivi generali dell’UE per l’integrazione dei Rom. La Commissione dovrà poi valutare le strategie nazionali e presentare una relazione al Parlamento europeo ed al Consiglio nella primavera 2012. Questo esercizio verrà ripetuto annualmente, dando così il via ad una revisione periodica dei progressi compiuti a livello nazionale all’interno del quadro UE.

Per ulteriori informazioni
Commissione europea – Rom:
http://ec.europa.eu/roma
Homepage della Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria UE per la Giustizia:
http://ec.europa.eu/reding

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