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Riordino partecipate: ricognizioni da effettuare e gestione del personale in eccedenza

L’approvazione in via definitiva del decreto attuativo della riforma della Pubblica Amministrazione in materia diriordino delle società partecipate riveste grande importanza nella complessiva architettura di cambiamento della “macchina amministrativa italiana”. Proponiamo di seguito uno specchietto di sintesi che riassume il percorso di riordino che dovrà essere intrapreso dalle pubbliche amministrazioni e dalle società partecipate stesse nei prossimi mesi.

1. Nell’arco di 6 mesi dall’entrata in vigore del “decreto partecipate”, deve essere effettuata da parte delle amministrazioni pubbliche una ricognizione straordinaria al fine di verificare quali aziende non corrispondano ai criteri per mantenere la partecipazione da parte dell’ente. Ciascuna amministrazione pubblica è tenuta ad effettuare, tramite provvedimento motivato, la ricognizione di tutte le partecipazioni possedute individuando quelle che devono essere alienate (la ricognizione periodica annuale inizierà dal 2018, con riferimento alla situazione al 31 dicembre 2017).
2. Il decreto sulle partecipate stabilisce inoltre una disciplina transitoria dedicata al personale delle società a controllo pubblico. Entro il periodo di tempo di 6 mesi le società a controllo pubblico devono effettuare una ricognizione del personale in servizio, al fine di evidenziare eventuali eccedenze. L’elenco del personale eccedente, con la puntuale indicazione dei profili posseduti, deve essere trasmesso alla Regione nel cui territorio la società ha sede legale (secondo modalità stabilite da un decreto del ministro del Lavoro, di concerto con il ministro per la Semplificazione e con il ministro dell’Economia).
3. Le Regioni in questa attività sono tenute a formare e gestire l’elenco dei lavoratori delle partecipate dichiarati eccedenti agevolando processi di mobilità in ambito regionale. Trascorsi ulteriori 6 mesi dopo l’individuazione delle eccedenze, le Regioni devono trasmettere gli elenchi dei lavoratori dichiarati eccedenti e non ricollocati all’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, la quale gestisce l’elenco dei lavoratori dichiarati eccedenti e non ricollocati. 
4. Fino alla data del 30 giugno 2018, le società a controllo pubblico non possono procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato se non attingendo dagli elenchi gestiti in primo luogo dalle Regioni e poi dall’Agenzia per le politiche attive.


VOLUME

Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica

di Ciro D’Aries – Stefano Glinianski – Tiziano Tessaro

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