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Rinnovo contratti Pubblico Impiego: i sindacati chiedono 7 miliardi di euro

Rinnovo contratti Pubblico Impiego: la scorsa settimana i sindacati hanno dato forma concreta alle richieste ufficiali già palesate nell’incontro ufficiale con il ministro della PA Marianna Madia lo scorso 26 luglio. “Il blocco della contrattazione dal 2010 al 2015 ci è costato 35 miliardi come certificato dalla Avvocatura dello Stato” hanno spiegato all’unisono le maggiori sigle sindacali. Non va dimenticato in tale direzione che lo scorso anno la Corte Costituzionale aveva dichiarato illegittimo da agosto del 2015 il blocco della contrattazione, escludendone la retroattività che avrebbe portato disastri e aperto una voragine nel bilancio dello Stato. L’Avvocatura generale, poi, ha quantificato il costo dei mancati rinnovi 2010-2015 in 35 miliardi. Da qui le valutazioni rilevanti dei sindacati. Al momento, secondo l’ultima rilevazione ISTAT, sono 15 i contratti della Pubblica Amministrazione da rinnovare (interessano una platea di 2,9 milioni di addetti su un totale di 8,2 milioni).

La CGIL dal canto suo ha quantificato i mancati aumenti in busta paga: ammonterebbero a 212 euro lordi al mese per ogni anno. Per giungere a tale cifra è infatti sufficiente dividere i 7 miliardi annui mancanti per la platea di circa 3 milioni di dipendenti della Pubblica Amministrazione. Anche la UIL chiede risorse “per 7 miliardi”. Denaro che servirà a “restituire dignità e professionalità ai lavoratori”. La CISL sottolinea invece come gli stipendi dei dipendenti pubblici invece di progredire siano tornati a passa di gambero addirittura ai livelli del 2001.

La distanza tra le due parti al momento pare non facilmente colmabile. Il primo rinnovo del contratto della PA da sei anni entra pertanto nella fase calda e delicata a due settimane dalla ripresa del dialogo.
Da una parte, lo ricordiamo, ci sono i 300 milioni di euro messi a disposizione dal governo. Dall’altra la richiesta pesante dei sindacati (7 miliardi).Nel mezzo ci sono quasi 3 milioni di dipendenti pubblici (impiegati, forze di polizia e infermieri, vigili del fuoco e vigili urbani) che fin dal 2010, anno dell’inizio del blocco della contrattazione, aspettano un ritocco verso l’alto delle buste paga. Non resta che attendere gli sviluppi di questo confronto che si preannuncia serrato.


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