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Riforma Senato, possibile modifica immunità in Aula

Continuano le votazioni in Commissione Affari costituzionali sul d.d.l. riforme del governo, che dovrebbe approdare in Aula il 9 luglio (o al massimo il 10 luglio) proprio per dare più tempo all’analisi degli emendamenti.
Il M5S a riguardo ha chiesto, appoggiato da Sel e dagli ex pentastellati in Senato, la sospensione dei lavori in attesa che venga sciolto il nodo sull’elettività del Senato.
La Commissione ha bocciato la richiesta di sospensione, ma il M5S è determinato a “rappresentare il proprio disagio” al Presidente del Senato, Pietro Grasso. “Non è possibile decidere sulle competenze del Senato senza sapere chi saranno i nuovi senatori”, ha aggiunto il capogruppo M5S in Commissione Affari costituzionali, Giovanni Endrizzi.
“Da quella scelta discendono tutte le altre”, ha osservato Vito Crimi del M5S. “Se dovesse uscire l’ipotesi di un Senato elettivo, molti nostri emendamenti ostruzionistici cadrebbero”. Ai cronisti che gli chiedevano se per M5S potrebbe essere accettabile la proposta di senatori eletti in concomitanza delle elezioni regionali, Crimi ha replicato: “se si concorda sul Senato elettivo si può trovare una proposta mediana”.

Ma facciamo il punto sugli emendamenti.
Dopo l’approvazione dell’emendamento che prevede identica immunità per deputati e senatori, ieri la Commissione Affari costituzionali del Senato ha bocciato quell’emendamento, presentato da Vannino Chiti, Mario Mauro e altri 35 senatori, che riattribuiva al nuovo Senato molte competenze legislative, da ripristinare quasi l’attuale bicameralismo.

La questione immunità, che nonostante le polemiche è passato con una maggioranza molto ampia e su cui il premier Renzi si è detto disponibile alla discussione (> vedi la lettera di Renzi al M5S), potrebbe anche subire modifiche. “Tutto è sempre possibile in Aula, con i relatori ragioniamo sempre su tutto. Ieri c’è stata anche una lettera del presidente Renzi a M5s su questo”, ha risposto infatti il Ministro Maria Elena Boschi ai cronisti che gli chiedevano se in Aula potrebbe cambiare l’articolo delle riforme sull’immunità parlamentare, approvato martedì in Commissione.

E sull‘ipotesi di mantenere o rafforzare la competenza del futuro Senato sul Bilancio dello Stato e le manovre di finanza pubblica il Ncd minaccia di non votare il d.d.l. sulle riforme al punto che il coordinatore nazionale Gaetano Quagliariello ha chiesto al Ministro Boschi un incontro chiarificatore. Poi la svolta e la ricomposizione del dissidio. Nel tardo pomeriggio Boschi si dichiara d’accordo con Ncd: “È una preoccupazione che ha anche il governo”.

Intanto è in corso l’incontro tra il premier Renzi e il leader di Forza Italia Berlusconi a Palazzo Chigi. Al centro del faccia a faccia i nodi ancora aperti della riforma del Senato e la legge elettorale.

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