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Riforma del Senato, via libera dal C.d.M. di ieri > IL TESTO

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Il Consiglio dei Ministri di ieri pomeriggio, su proposta del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e del Ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ha approvato all’unanimità il disegno di legge sulla riforma costituzionale del Senato e del Titolo V. Lo ha annunciato il premier, Matteo Renzi, in conferenza stampa. 
L’obiettivo del superamento dell’attuale sistema bicamerale, si legge nella nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è una maggiore efficacia nell’azione legislativa, il contenimento dei costi della politica, un rapporto più ordinato e meno conflittuale tra Stato e autonomie ordinarie e speciali.

Il testo prevede un’articolazione del Parlamento in Camera dei deputati – che, elettiva, esercita la funzione di indirizzo politico, legislativa e di controllo dell’operato del Governo – e Senato delle Autonomie, che, non elettivo, rappresenta le istituzioni territoriali, concorre alla funzione legislativa, esercita un raccordo tra lo Stato, le Regioni, le città metropolitane e i comuni, approva le leggi costituzionali, partecipa all’attuazione degli atti normativi dell’Unione europea, verifica e valuta l’attuazione delle leggi.
Sarà composto da 148 persone; 21 nominati dal Quirinale e 127 rappresentanti dei Consigli regionali e dei sindaci. Il d.d.l. prevede una composizione paritaria di tutte le regioni e tra regioni e sindaci, ma c’è “la disponibilità a esaminare una composizione proporzionale al numero degli abitanti di ciascuna Regione”. Gli ex presidenti della Repubblica e gli attuali senatori a vita vi faranno parte di diritto (> scheda di sintesi > slide).
Il testo prevede, oltre alla riduzione del numero dei parlamentari, anche l’abolizione delle Province e del Consiglio nazionale di economia e lavoro (Cnel).

Con il d.d.l., ha spiegato Renzi, “intendiamo superare il bicameralismo perfetto con quattro paletti” per il Senato:

  1. no a fiducia
  2. no a voto su bilancio
  3. no elezione diretta per i senatori
  4. no indennità.

Renzi, quindi, non frena il treno delle riforme e dopo un C.d.M. durato quasi due ore appare ancora più sicuro: “è fondamentale” che si arrivi all’ok della prima lettura del d.d.l. al Senato “entro le europee”, sottolinea, avvertendo che, “di fronte a populismo e antipolitica”, la classe politica non debba mettere, come gli struzzi, “la testa sotto la sabbia”. L’obiettivo, rileva il premier, è portare avanti un “elemento di novità”, ovvero il fatto che ora “i cittadini vedono come la classe politica stia rischiando assieme a loro”.

Sempre in Conferenza stampa Renzi ha confermato inoltre gli annunci fatti nelle settimane scorse: nella “settimana di Pasqua” saranno varati i decreti per gli sgravi di 80 euro in busta paga per i meno abbienti ed “entro fine aprile”, ha aggiunto, saranno affrontati i temi di fisco, p.a., innovazione e riorganizzazione dello Stato.

Merola: “pieno appoggio Anci a Senato delle Autonomie”
“Pieno appoggio dell’Anci alla proposta del Presidente del Consiglio Matteo Renzi di superare il bicameralismo attraverso la trasformazione dell’attuale Senato in un’assemblea delle Autonomie dove siano presenti i Sindaci. Un’Assemblea non elettiva e senza indennità perché le istituzioni territoriali sono già elettive e già ricevono un’indennità per il loro lavoro”.
Lo afferma, in una nota, Virginio Merola, sindaco di Bologna e responsabile Affari Istituzionali della stessa Anci. Con il progetto di riforma, aggiunge, “c’è l’occasione storica di recuperare credibilità verso i cittadini riducendo il numero dei parlamentari e i costi della politica, dando la rapidità necessaria all’iter di approvazione delle leggi, garantendo finalmente che le istituzioni territoriali possano dare direttamente il loro contributo e fare la loro parte. Noi Sindaci – chiosa Merola – ci auguriamo che il Parlamento sostenga il disegno costituzionale del Governo”.

Eurogruppo all’Italia: faccia le riforme e rispetti le regole
“È troppo presto” per dare una valutazione delle riforme annunciate dall’Italia, ha detto il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem entrando alla ministeriale, ma “le raccomando, come a tutti, di attenersi agli accordi e alle procedure e di fare le riforme affinché tutti diventiamo più competitivi”.

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