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Rifiuti, decollo soft per il Sistri

Partenza «morbida» in vista per il Sistri, il nuovo sistema di controllo per la tracciabilità dei rifiuti. Manca infatti appena una settimana al 1° ottobre: data in cui le aziende dovranno, in base alla legge, partire con l’invio telematico dei dati sui rifiuti attraverso dispositivi elettronici di cui è tuttora in corso la distribuzione. Quasi sicuramente nei prossimi mesi (e non solo nel primo mese di operatività previsto dalla normativa) comunque non vi saranno sanzioni a sovraccaricare le imprese in difficoltà o in ritardo con questi meccanismi: non vi è ancora un provvedimento formale del ministero in tal senso, tuttavia proprio ieri lo stesso dicastero guidato da Stefania Prestigiacomo ha diffuso un comunicato con il quale si dà notizia dell’avvenuta riunione del «Comitato di vigilanza e controllo» del Sistri (composto da esperti in materia di rifiuti di diretta designazione ministeriale), nell’ambito della quale si è preso atto del fatto che la distribuzione delle chiavette usb non è ancora completa e si prospetta «un possibile percorso che dovrebbe consentire il decollo» del sistema. Una riga un po’ criptica per dire cosa? Che la partenza per le aziende non dovrà essere traumatica, rispondono dal ministero. Non aggiungono di più sulla forma politica che assumerà questa «non-traumaticità», ma la direzione pare essere proprio quella della non applicazione di sanzioni per un periodo di tempo sufficiente affinché il sistema risolva le sue molteplici criticità. La distribuzione dei dispositivi riguarda oltre 281 mila soggetti, si legge nella nota ministeriale, ma è ancora in corso «anche perché si registrano molti casi di non corretta iscrizione o di mancato pagamento». Nella riunione di ieri si è discusso anche delle modalità operative ad hoc per facilitare la vita alle piccole imprese e di avvio di programmi di formazione per i formatori delle organizzazioni imprenditoriali. Ora si attende, spiegano ancora dal ministero, la presenza del ministro per procedere. Tornando alle difficoltà operative, si ricorda che oltre ai problemi di distribuzione dei dispositivi elettronici, la partenza del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti pone anche problemi di interoperabilità con i software già in uso dalle aziende per la compilazione della documentazione ambientale (registri di carico e scarico, bolle ecc.: si veda, in proposito, ItaliaOggi Sette del 20 settembre in edicola). Proprio per questo motivo, anche associazioni come Assosoftware si erano nelle scorse settimane unite al coro delle richieste provenienti dalle principali confederazioni d’impresa per uno slittamento dei tempi, per l’entrata a pieno regime del (solo) sistema informatico, all’estate del 2011.

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