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Ridotti i componenti di tutte le Authority

La scure del governo Monti si abbatte su Authority, consorzi, enti ed agenzie statali. In attesa che anche gli enti locali facciano la loro parte. Il decreto approvato ieri sera a Palazzo Chigi riduce infatti tutti i componenti delle Autorità di garanzia. Ecco il dettaglio della sforbiciata: quella per le Comunicazioni vedrà il proprio Consiglio ridursi da 8 a 4 componenti (più il presidente); l’Authority sui lavori pubblici da 7 a 3; l’Antitrust passa da 5 a 3 così come Consob, Covip e Covit; l’Isvap da 6 a 3 e la Commissione di garanzia sul diritto di sciopero da 9 a 5. In tutti questi casi vanno inclusi nel computo i rispettivi presidenti. La stretta da 5 a 3 membri colpisce anche l’Autorità per l’energia, che dovrà assorbire immediatamente tutti i compiti della neonata Agenzia per la sicurezza nucleare oltre a quelli della costituenda Authority per l’acqua ma non potrà contare né su uomini nuovi né su mezzi supplementari. Anzi, si dovrà arrangiare con risorse ulteriormente contingentate visto il blocco del turn over (potrà essere sostituito solo il 20% del personale che esce) previsto lo stesso Dl. Una misura che riguarderà anche le altre autorità così come la possibilità di esonerare dal taglio il ponte di comando attuale che potrà rimanere in carica per tutto il suo mandato residuo. Per l’Authority presieduta da Guido Bortoni il taglio non è una buona notizia, perché i compiti aumentano di molto a fronte di una diminuzione significativa dei mezzi. La competenza sul dissestato settore dell’acqua impone un impegno poderoso, ed era già programmato «a parità di dotazioni». A ciò si aggiunge il compito di assorbire la neonata autorità per la sicurezza nucleare, che rappresenta solo apparentemente un organismo retorico. Vero è che il nostro piano di ritorno nucleare è stato abortito, ma è altrettanto vero che alla nuova Agenzia (quella che doveva essere presieduta dall’illustre oncologo Umberto Veronesi) era stato nel frattempo affidato il compito di coordinare e sorvegliare l’attività di dismissione del nostro vecchio nucleare in carico alla Sogin, e di risolvere tra l’altro lo spinosissimo problema della mancata individuazione di un deposito unico nazionale per i nostri detriti radioattivi vecchi e nuovi. Un discorso simile interesserà l’Agcom che dovrà assorbire i compiti della disciolta Agenzia di regolamentazione del settore postale. Al tempo stesso verranno soppressi un paio di enti minori (Eipli e Isa Spa) che lo stesso presidente del Consiglio ha definito «non più utili». Saranno poi accorpati in un unico consorzio nazionale i tre locali per i bacini prealpini. Completano il set di interventi la raccomandazione alle agenzie nazionali, incluse quelle fiscali, di ridurre le spese di funzionamento e la speranza che anche quelle locali seguano l’esempio.

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