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Riciclaggio dei rifiuti: ancora margini di miglioramento negli Stati europei

Una relazione pubblicata dalla Commissione europea  sui risultati ottenuti dagli Stati membri nella prevenzione e nel riciclaggio dei rifiuti rivela che anche se alcuni paesi hanno compiuto progressi eccellenti, si è ancora lontani dal raggiungere l’obiettivo a lungo termine di una “società del riciclaggio”, in cui non solo si eviti di produrre rifiuti ma li si utilizzi anche come vera e propria risorsa. Dalla relazione emerge che esistono enormi differenze tra uno Stato membro e l’altro, con i  tassi di riciclaggio che variano da pochi punti percentuali ad un massimo del 70%. In alcuni paesi lo smaltimento in discarica è virtualmente scomparso, in oltre il 90% dei rifiuti viene ancora interrato. Per promuovere maggiormente il riciclaggio andrebbe incoraggiata l’introduzione di una combinazione degli strumenti economici e normativi utilizzati dagli Stati membri che registrano i risultati migliori – tra cui il divieto di smaltimento in discarica e l’applicazione del concetto di responsabilità del produttore ad altri flussi di rifiuti all’interno dell’UE. inoltre, occorre rendere più coerenti la progettazione dei prodotti e le politiche in materia di rifiuti. La relazione insiste anche sulla necessità di compiere sforzi continui per migliorare il coinvolgimento dei soggetti interessati e sensibilizzare i cittadini dal momento che  la realizzazione di obiettivi ambiziosi nel settore del riciclaggio e della prevenzione richiede la partecipazione dell’intera società. La nuova direttiva quadro sui rifiuti, che avrebbe dovuto essere recepita entro il 12 dicembre 2010, non è stata ancora trasposta negli ordinamenti nazionali in molti paesi dell’UE. Ad oggi, solo pochi hanno informato la Commissione del recepimento della normativa. La Commissione sta controllando attentamente la situazione ed intende procedere contro gli inadempienti. La nuova direttiva esprime un nuovo modo di concepire la politica in materia di rifiuti, anteponendo la prevenzione al riutilizzo, al riciclaggio e alle altre modalità di recupero, relegando in fondo alla scala sistemi di smaltimento quali la messa in discarica. Obbliga infine gli Stati membri ad ammodernare i loro piani di gestione dei rifiuti e a predisporre appositi programmi di prevenzione entro il 2013, nonché a riciclare il 50% dei rifiuti urbani e il 70% dei rifiuti da costruzione e demolizione entro il 2020. La relazione e il relativo allegato, che include i risultati dettagliati per Stato membro, sono reperibili al seguente link.

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