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Riappare l’Imu agricola

La seconda rata dell’Imu, in scadenza il 16 dicembre, rischia di chiamare alla cassa gli agricoltori. Che, dopo essere stati esonerati dalla prima rata di giugno, sarebbero destinati a pagare l’imposta su terreni, fabbricati rurali e immobili strumentali agricoli. Nel certosino lavoro di reperimento di risorse per arrivare a coprire i 2,4 miliardi necessari a cancellare la seconda tranche dell’Imu (i fondi saranno reperiti grazie a maxi acconti fiscali per banche e assicurazioni e alla rivalutazione delle quote di Bankitalia possedute dagli istituti di credito), il governo sembra essersi fermato a quota 2 miliardi di euro. E a farne le spese sarà proprio l’Imu agricola il cui gettito è pari a 325 milioni. I piani dell’esecutivo sono stati svelati dal viceministro all’economia, Stefano Fassina che a margine dei lavori del senato sulla legge di stabilità ha confermato «l’orientamento del Tesoro di escludere i terreni agricoli» dall’eliminazione della seconda rata Imu. Il decreto legge che cristallizzerà il gettito da rimborsare ai sindaci dovrebbe approdare sul tavolo del prossimo consiglio dei ministri, previsto per domani. I tempi infatti sono molto stretti perché i comuni entro il 30 novembre devono chiudere i preventivi e quindi hanno la necessità di conoscere con esattezza l’esatto ammontare dei rimborsi Imu da iscrivere a bilancio. «Il provvedimento è imminente», ha confermato il sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta, ma sorprese dell’ultim’ora non possono escludersi. Anche perché per il momento un accordo politico all’interno della maggioranza sul ritorno al pagamento dell’Imu agricola non c’è.

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