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Renzi non si fida e spariglia: “Governo con tutti o le urne”

Ogni giorno Matteo Renzi consuma due, tre scenari diversi, pur di restare in campo, pur di non finire nel cono d’ombra dopo tanta luce. Nel giro di 24 ore, sotto l’effetto della febbrile creatività del premier uscente, si è passati dal “Renzi congelato” al “Governo di responsabilità” e all’orizzonte già si scorge il Renzi-bis. Ma non si esclude un governo politico a guida Pd con un premier diverso dall’attuale. Alle nove della sera, infatti, uno dei papabili per un governo politico, Graziano Delrio, annunciava in tv: «Noi crediamo sull’esigenza e diamo la disponibilità per avere un governo di scopo che ci porti alle elezioni». Un ottovolante di ipotesi che ha trasformato in queste ore i corridoi del Senato e il Transatlantico in due porti di mare, con i parlamentari eccitatissimi che guardano ai segnali che arrivano dal “Castello” del principe ferito: palazzo Chigi.

Una giornata caotica, alimentata dall’inquietudine e dalla estrema mobilità di Renzi e al termine della quale restavano due scenari: un governo politico a guida Pd (Franceschini, Delrio) di “scopo” per fare la riforma elettorale, a scadenza, ma del quale il presidente del Consiglio non si fida, perché teme che possa durare più del necessario, rifiutandosi di lasciare il campo quando glielo chiedesse il leader del Pd; l’alternativa è un “Governo del presidente”, ispirato dal Quirinale, guidato dal presidente del Senato Pietro Grasso e che finirebbe per avere un orizzonte di legislatura. Più sullo sfondo un governo Padoan, che diventerebbe un imperativo se i mercati si scaldassero o se dovesse implodere la bomba Monte dei Paschi….

Fonte: La Stampa

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