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Rendimento energetico degli edifici: l’Italia non rispetta la legislazione europea

La Commissione europea ha chiesto formalmente all’Italia e alla Spagna di applicare integralmente la legislazione europea relativa al rendimento energetico degli edifici. La direttiva cui si riferisce la procedura di infrazione stabilisce che gli Stati membri adottino una metodologia per il calcolo del rendimento energetico integrato degli edifici e che stabiliscano requisiti minimi in materia di rendimento energetico applicabili agli edifici di nuova costruzione e a quelli esistenti di grande metratura sottoposti a importanti ristrutturazioni. All’atto della costruzione, compravendita o locazione di un edificio, il potenziale acquirente o locatario deve ricevere un attestato di rendimento energetico, che gli consenta di raffrontare e valutare il rendimento energetico dell’edificio e di avere una migliore comprensione delle fatture energetiche. L’attestato è inoltre corredato di raccomandazioni per il miglioramento del rendimento energetico. La procedura di infrazione contro l’Italia è dovuta al fatto che la  legislazione italiana in materia di rilascio degli attestati di rendimento energetico degli edifici non risponde alle esigenze fissate dalla direttiva. L’Italia non ha inoltre adottato alcuna misura relativa all’obbligo di ispezioni periodiche degli impianti di condizionamento dell’aria per valutarne il rendimento.

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