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Regione, niente nuove tasse in bilancio

Un bilancio da 13,7 miliardi di euro che non prevede nuove tasse e cerca di tamponare gli effetti dei tagli del Governo, che tra il 2011 e il 2013 supereranno per l’Emilia-Romagna quota 1,2 miliardi. Già battezzata dal presidente Vasco Errani come «la manovra più difficile degli ultimi 40 anni» la giunta regionale ha approvato ieri il bilancio di previsione per il 2011. Un appuntamento affrontato «in modo rigoroso ? ha spiegato Errani ? per mantenere qualità e livello dei servizi offerti ai cittadini». Riservandosi di intervenire nuovamente se ci saranno altri tagli dalla Finanziaria in discussione in questi giorni in Parlamento, la Regione ha cercato di tenere ferma la barra su alcune priorità pur «riducendo dolorosamente le spese in altri settori», avverte la vicepresidente Simonetta Saliera. Continuerà quindi a sostenere lavoro, imprese, servizi alle famiglie e alle persone, ambiente e sviluppo sostenibile. Ma ha anche ridotto dell’8,3 per cento i costi della macchina istituzionale e tagliato di 10,6 milioni le spese per società partecipate ed enti regionali: in totale 43,9 milioni di costi in meno. Primo capitolo della manovra, che solo per il 2011 deve far fronte a mancati trasferimenti statali per 340 milioni di euro, la conferma della scelta di «non introdurre nuovi ticket e non incrementare il prelievo fiscale», spiegano da viale Aldo Moro. Secondo punto le spese per gli investimenti, per cui «la Regione ha notevolmente aumentato le risorse proprie per non fare ricadere negativamente sullo sviluppo del territorio i tagli». I finanziamenti per territorio, ambiente, trasporti, viabilità, casa e sviluppo economico restano quindi stabili nel 2011 ma cresceranno fino al 2013 «di ulteriori 324 milioni fino a 2,7 miliardi di euro». Altro settore cardine il welfare, con il sostegno alle famiglie e alle persone «senza alcuna discriminazione» (un riferimento alle polemiche suscitate dai cosiddetti “Dico all’emiliana”, contro cui si oppone il governo). Alle politiche sociali, e in particolare ai giovani, vanno più di 81 milioni di euro di cui 22 serviranno da “Fondo straordinario” per i Comuni in crisi per i tagli statali, mentre i 7,9 miliardi di euro trasferiti dallo Stato alla sanità regionale vengono comunque giudicati «insufficienti» e avranno bisogno di interventi aggiuntivi. Il fondo per la non autosufficienza degli anziani viene arricchito di 31 milioni di euro per pareggiare il buco lasciato dallo Stato, e passa da 410 a 415 milioni. «Abbiamo fatto l’impossibile ? spiega la vicepresidente Simonetta Saliera ? mi auguro che in Parlamento si riesca a rendere meno drastici i tagli». Ai servizi guardano anche il sindacato pensionati della Cgil, che ieri è tornato a lanciare l’allarme sul sistema bolognese, su cui potrebbero piombare «altri 8-9 milioni di tagli se la Finanziaria in discussione non cambierà», spiega lo Spi. Prendendo spunto dalla tragedia di via Puccini, dove Bruno Matteuzzi ha prima ucciso la madre Augusta e poi tentato il suicidio, il segretario Bruno Pizzica ha parlato «di stato di pre-agonia e deriva burocratica dei servizi», prevedendo in futuro «altre tragedie come queste».

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