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Regione, la scure della manovra cinquanta i nuovi disoccupati

La scure della manovra economica del governo centrale si è già abbattuta sulla Regione. A farne le spese sono i dipendenti con contratto a tempo determinato assunti dopo che si è consumata la violazione del Patto di stabilità. Già ieri mattina, in cinquanta si sono visti recapitare una lettera della dirigente del servizio personale e organizzazione con la quale è stata comunicata loro la revoca di diritto del contratto di lavoro. In poche parole, si ritrovano di colpo disoccupati. Il provvedimento riguarda personale con varie qualifiche e assegnato ai settori più disparati dell’amministrazione regionale. Il numero dei contratti risolti potrebbe aumentare nei prossimi giorni e colpire anche coloro che sono stati assunti a tempo determinato per attuare i piani europei. Il futuro di questi ultimi è appeso all’interpretazione della norma voluta dal ministro Tremonti per punire le Regioni che hanno violato il Patto di stabilità. L’aspetto da chiarire è se vadano risolti i rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati nell’anno solare in cui è stato violato il Patto (2009) oppure se debbano essere compresi anche i contratti sottoscritti nel 2010. In quest’ultimo caso, il numero di coloro che si ritroverebbero senza lavoro salirebbe a duecento. Fra i settori colpiti, anche l’ufficio stampa del consiglio regionale. Due giornaliste che stanno completando la procedura di stabilizzazione, e per questo titolari di rapporto a tempo determinato, nei prossimi giorni dovranno lasciare. L’Associazione della Stampa di Puglia, in una nota, ha annunciato ricorso. Sul caso monta la polemica politica. Il vicepresidente del consiglio regionale Nino Marmo (Pdl) in una nota rileva che «l’elimi-nazione delle due giornaliste, insieme con le unità trasferite alla presidenza della giunta regionale, provoca il silenziamento dei consiglieri, a partire, ovviamente, da quelli di opposizione». L’assessore Nicola Fratoianni replica però a muso duro: «Questo provvedimento è il frutto della manovra Berlusconi – Tremonti».

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