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Regione, alta tensione sul bilancio

Un’attesa infinita per i precari della Regione Puglia. Composti, discreti e sempre presenti, hanno pazientato per l’intera giornata. Poi, in serata, quando si stava per sbriciolare la volontà ostruzionistica del centrosinistra sull’assestamento di bilancio, la leggina ha chiesto un supplemento notturno alla discussione in aula per chi è stato assunto a termine dalla Regione nei dieci mesi prima delle elezioni regionali per occuparsi di fondi europei, può continuare a lavorare, nonostante il divieto imposto dalla manovra finanziaria di Tremonti. Sono duecento. Ma la norma-salvataggio riguarda anche tutti i contratti a termine e i “co. co. co” assunti per facilitare la spesa di fondi europei assegnati a enti e agenzie legate alla Regione: InnovaPuglia, Ares, Aret, Arti, Arem, Apulia Film Commision, Arpa, Sviluppo Italia Puglia, Corecom. Quanti siano, alla Regione non sanno, ma si tratta di altre 2-300 persone. Il “salva-precari” era stato presentato nella versione estensiva che non voleva il centrodestra che, nonostante la mole di emendamenti presentati sul primo ddl, quello sull’assestamento di bilancio, non ha impensierito la maggioranza di centrosinistra. Anzi: ha indispettito qualcuno del Pdl che ha bollato come «inopportuno» la pratica ostruzionistica al-l’inizio della legislatura, nella quale si è particolarmente distinto il capogruppo pidiellino Rocco Palese. Davanti agli emendamenti del centrodestra sull’asse-stamento, l’assessore al Bilancio Michele Pelillo, ha ripetuto la stessa formuletta: «L’emendamento non trova copertura né di competenza né di cassa. Il parere del governo è contrario». E così sono caduti come birilli i due milioni di contributi per il Petruzzelli, i 20 milioni per gli uffici giudiziari a Bari, i 4 milioni per la bonifica dell’area industriale di Brindisi, i 5 milioni per la bonifica del quartiere Tamburi a Taranto, i due milioni per l’authority alimentare di Foggia. Un elenco lunghissimo di contributi straordinari davanti al quale il centrosinistra ha votato pazientemente “no”. Solo in una circostanza è, la maggioranza ha rischiato di finire in un corpo a corpo: quando si è discusso dell’emenda-mento del Pdl che cassava il via libera ai direttori generali delle Asl di aumentarsi lo stipendio. Nel merito, tutti d’accordo: da Sinistra ecologia e libertà al Pd che con Antonio Maniglio ha presentato anche una leggina ad hoc. Ma alla fine il voto è stato contrario, tranne quello dei dissidenti di “Moderati e popolari” che hanno votato con il centrodestra: gli aumenti degli stipendi dei manager restano. L’unica novità dell’assesta-mento riguarda una modifica presentata dal governo e approvata dall’aula che riguarda l’istituzione di un fondo di rotazione da 10 milioni di euro per l’attuazione dei programmi di ripianamento dei debiti dei consorzi Asi, le aree di sviluppo industriale. «Il fondo – si è giustificato il vice presidente Loredana Capone – è indispensabile per poter fare alcune transazioni importanti con fornitori e imprenditori che hanno svolto attività nella aree industriali. La giunta ha dato tra gli indirizzi quelli di ottemperare al rigore nell’esecuzione delle transazioni per non generare ulteriori debiti». È stato ritirato, invece, l’emendamento che avrebbe permesso agli enti di formazione professionale di rateizzare da due a cinque anni i fondi non spesi da restituire alla Regione. Il miracolo dell’unanimità è stato possibile sull’articolo che abroga il tributo speciale per il deposito in discarica per i Comuni che conferiscono i rifiuti nelle discariche che non rientrano nel territorio dell’Ato di competenza, introdotto nel 2007. L’opposi-zione si è astenuta sui 460 mila euro, destinati all’istituzione degli Istituti tecnici superiori, per la meccatronica e per il settore aerospaziale. Così è passato a larga maggioranza l’articolo che destina sei milioni di euro per interventi straordinari in materia di edilizia scolastica. Confermati, infine, l’istituzione del fondo svalutazione crediti, utile a compensare eventuali minori entrate per crediti inesigibili, il fondo da 60 milioni per anticipare gli interventi previsti dal Fas bloccati dal governo nazionale e i 105 milioni per l’equilibrio economico del servizio sanitario regionale necessari per evitare l’aumento delle tasse.

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