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Regalo a sorpresa del federalismo a Roma mezzo milione di euro in più da spendere

Il federalismo municipale fa un regalo a Roma. Grazie alla risoluzione della maggioranza approvata al Senato la scorsa settimana con 153 voti favorevoli, 124 contrari e 2 astenuti, nelle casse del Comune di Roma entreranno in media ogni anno 537 milioni. Il calcolo l’ha elaborato per i maggiori comuni italiani la Cgia di Mestre analizzando il decreto del ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli. Il provvedimento prevede che l’Iva da redistribuire ai comuni sarà legata ai consumi. Partendo da questo punto fermo la Cgia di Mestre ha quantificato i soldi che finiranno nelle casse comunali scoprendo elementi interessanti. Roma sarà infatti la seconda città italiana in termini di ridistribuzione dell’Iva con 537 milioni di euro, pari a 132 euro pro capite. A guidare la classifica è invece Milano con 815 milioni (209 euro pro capite), mentre seguono a maggiore distanza Torino (131 milioni ma soli 58 pro capite), Napoli (119 milioni e 39 pro capite), Verona (85 milioni e 96 pro capite). Le varie componenti comunali si traducono su scala nazionale in circa 3 miliardi di euro, di cui 1,7 miliardi saranno devoluti al Nord, 716 milioni al Centro e 463 al Sud. «In questo modo ? spiega il Segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi ? vengono premiate le realtà territoriali che presentano i livelli di reddito più elevati e una forte concentrazione di attività economiche e produttive». La palla adesso passa alla Camera che dovrà approvare entro il 17 marzo la riforma complessiva del federalismo. Se saranno confermate le ipotesi del Senato, come si è visto, ne beneficerà non poco l’ammi-nistrazione del Campidoglio. Resta da vedere come saranno spesi quei soldi.

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