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Recupero alloggi popolari: nuovo strumento a disposizione degli Enti locali

Il Ministero delle infrastrutture ha attivato un vero e proprio “contatore online”, aggiornato ogni 6 ore, per la trasparenza e il monitoraggio sugli interventi di recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica vuoti o in cattivo stato. A partire dal 30 giugno, sul sito del dicastero, il sistema di monitoraggio del ministero delle Infrastrutture e Trasporti è a disposizione dell’esecutivo, delle Regioni, degli Iacp, dei Comuni e dei cittadini al fine di fotografare in tempo reale lo stato di avanzamento del programma.
Il Ministero, con la Direzione generale per la Condizione Abitativa, ha un ruolo di indirizzo e coordinamento sulle politiche contro il disagio abitativo e ha messo in campo con la Legge di Stabilità 2016 e la legge 9/2016 (c.d. “Decreto Giubileo”) in accordo con le Regioni e le Amministrazioni locali che hanno la competenza diretta sulla casa, due linee di recupero di alloggi non abitati oppure abitati ma da ristrutturare.

L’obiettivo a breve termine è quello di recuperare, nell’arco di pochi mesi, circa 6mila alloggi vuoti che necessitano solo di piccoli lavori e già, come emerge da una prima ricognizione, sono 1665 le case che ora potranno essere assegnate. Un primo step, questo, al quale seguirà il recupero di altri 20.769 alloggi, sugli oltre 42 mila in cattivo stato, entro il 2017.

A presentare l’iniziativa sono stati il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, e il viceministro, Riccardo Nencini. Il Governo, ha ricordato il titolare del dicastero, ha già trasferito alle Regioni circa 210 milioni di euro e altri 45 milioni verranno trasferiti nei prossimi quattro mesi, a cui si aggiungono le ulteriori risorse, già stanziate, fino a un totale di 500 milioni interamente dedicati al recupero dell’edilizia residenziale pubblica.

Mediante il nuovo contatore viene rilevato il lavoro svolto dalle Regioni e dagli Iacp. Due sono le tipologie di intervento individuate, una per interventi in tempi rapidi, con interventi in alloggi vuoti a causa di piccoli danni o problemi che ne compromettono l’abitabilità con stanziamenti fino a 15mila euro; l’altra con interventi più corposi per alloggi in cattivo stato per i quali è necessaria una manutenzione straordinaria più impegnativa e per ciascuno di questi è disponibile uno stanziamento fino a 50mila euro.

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