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Razionalizzazione partecipate, ANCI: serve stabilità normativa

“A nome dell’Anci ribadisco la necessità che il processo di razionalizzazione delle società partecipate venga accompagnato da un quadro stabile di norme. La scorsa notte è stata approvata una nuova regola in tema di servizi pubblici locali, se si prosegue così rischiamo di fronteggiare una produzione normativa alluvionale. Mentre il continuo mutamento delle regole ci espone al pericolo che le scadenze indicate finiscano per non essere prese sul serio”. Lo ha detto Antonio Decaro, sindaco di Bari e vice presidente nazionale Anci, chiudendo i lavori della tavola rotonda sulla razionalizzazione delle società partecipate svoltasi ieri a Roma. L’iniziativa, a pochi giorni dalla scadenza del 31 marzo, fissata dalla legge di stabilità per la definizione e l’invio del Piano di razionalizzazione delle società partecipate da parte delle pubbliche amministrazioni, è stata promossa dall’Anci insieme all’Osservatorio per i Servizi pubblici locali del ministero dello Sviluppo economico ed ad Invitalia.

Secondo Decaro, per la razionalizzazione delle partecipate non è tanto importante la chiarezza normativa, quanto appunto la stabilità delle regole. “Ad esempio, sull’attuazione della legge Delrio ci sono ancora problemi da risolvere – ha aggiunto il vice presidente Anci – ma il fatto che ci sia un quadro stabile può aiutarci a completare il percorso, confrontandoci come vogliamo fare con il ministero dello Sviluppo economico”.

Da questo punto di vista, il vice presidente Anci ha accolto con favore la conferma circa la possibilità di usufruire degli incentivi in tema di personale e fiscali, arrivata dal vice ministro De Vincenti, collegato via Skype con il convegno odierno. “De Vincenti ha dato un importante riscontro ad una delle richieste avanzate dall’Anci, circa la possibilità di reinvestire i risparmi ottenuti al di fuori dei vincoli del patto di stabilità. Ci auguriamo ora che arrivino conferme anche sul carattere ‘ordinatorio’ della scadenza del 31 marzo. Come Anci siamo pronti ad avviare il piano di razionalizzazione ma con la speranza – ha concluso Decaro – che dal tavolo tecnico insediato presso Palazzo Chigi, cui partecipano Anci, Formez ed Invitalia, giungano i chiarimenti normativi necessari”.

Da parte sua, il vice ministro allo Sviluppo Economico ha ricordato le finalità del percorso di razionalizzazione delle società partecipate avviato dal governo. “Le aggregazioni previste dalle norme rispondono innanzitutto ad una logica di politica industriale, perché le piccole strutture societarie – ha chiarito l’esponente di governo – non consentono di sfruttare a pieno le economie di scale presenti nel settore”. Ma accanto a questo il percorso di ‘snellimento’ avviato è importante anche per la politica della concorrenza. “Vogliamo creare dei ‘campioni nazionali’ che siano in grado di competere al di fuori degli spazi angusti del nostro mercato, e che garantiscano migliori livelli nella qualità del servizio”, ha spiegato.

In apertura del convegno, era intervenuto anche il sindaco di Catania Enzo Bianco che, in qualità di presidente del Consiglio Nazionale Anci, ha sottolineto la valenza del convegno promosso dall’Associazione. “A pochi giorni dalla scadenza fissata dalla legge di Stabilità, è necessario mettere ordine ad un settore che, nei decenni, ha registrato una sedimentazione normativa non sempre improntata alla chiarezza”, ha detto Bianco. “Per questo motivo come Associazione abbiamo ritenuto di organizzare un confronto tecnico con tutti gli operatori su un’operazione di ridisegno delle società che ha un impatto determinante sulla vita delle nostre comunità”, ha osservato.

Al dibattito, svoltosi oggi in Anci, hanno portato il loro contributo anche il professore Marco Dugato dell’Università di Bologna; Mario Sebastiani docente a Tor Vergata a Roma; Giulio Napolitano, professore all’Università ‘Roma Tre’; Harald Bonura, Commissario Straordinario di FORMEZ PA ed Adolfo Spaziani di Federutility.

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