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Raffica di multe, lavavetri nel mirino

A dire che hanno mandato via per sempre l’esercito dei secchielli dalle strade di Bologna, forse la si spara un po’ grossa, ma la prova-semaforo non mente: i “lavavetri” sono scomparsi. Spariti i due rom che al mattino nascondevano gli stracci dentro la siepe delle scuole a porta Saffi, introvabili gli asiatici che facevano la questua allo stesso crocicchio, ma solo dalla parte opposta. E i ragazzi coi secchi sono scomparsi anche dall’incrocio di via Arno, a porta Mazzini, Saragozza e anche in via Bassa dei Sassi angolo Mattei, teatro di uno scontro sanguinoso per il controllo del territorio il mese scorso. Ed è partita proprio da qui, nei giorni di Ferragosto, l’offensiva dei vigili urbani contro chi chiede, o a volte pretende, un pugno di spiccioli in cambio di una passata di straccio sul parabrezza. Non è stata l’of-fensiva di una notte, ma una serie di azioni protratte nel tempo, organizzate, pianificate, a ridurre il fenomeno. Vittoria transitoria, forse, ma i numeri non mentono: gli agenti del reparto sicurezza, in collaborazione con la Mobile, hanno compilato oltre cento verbali, sequestrato gli attrezzi, e sono decine le multe contestate agli “abusivi dei semafori”. Un’operazione in grande stile, insomma, col supporto di ogni regolamento possibile: contravvenzioni per intralcio al traffico, denunce per molestie, accompagnamenti all’ufficio stranieri della Questura per le verifiche dei permessi di soggiorno. E in qualche caso, ai giudici del tribunale minorile è stata chiesta la revoca della patria potestà per i genitori che usavano i figlioletti ai semafori per far quattrini. Nessun italiano, fra i “lavavetri”, una settantina in tutto, quasi tutti rom, pakistani o del Bangladesh. Gli agenti sanno che dovranno insistere. «Sì, anche di notte – si lascia sfuggire un uomo in divisa – c’è stato un periodo in cui ai semafori, proprio a causa dei nostri controlli, queste persone si presentavano dopo il tramonto. Ma non potevamo lasciarli lì, ci sono delle regole da rispettare, e questo deve valere per tutti». L’operazione ha lasciato il segno: spariti i secchi e gli stracci, ieri in tutta Bologna abbiamo contato non più di quattro persone ai semafori. Due rom con la mano tesa per la questua in via Stalingrado, e due ragazzi orientali in viale Togliatti e via Ferrarese. «Ma noi vendiamo rose. Vetri? No, no, adesso non è aria».

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