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Quirinale: al via tagli stipendi superiori 90 mila euro

ROMA  – Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, su proposta del Segretario generale sentite le organizzazioni sindacali, ha adottato, ai sensi e con le modalità previste dal decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, i decreti attuativi nell’ordinamento interno per il triennio 2011-2013 delle disposizioni del citato decreto-legge. Lo si legge in una nota diffusa dalla presidenza della Repubblica. In particolare sono applicate le trattenute del 5 e del 10 per cento sugli stipendi superiori ai 90 e 150 mila euro, bloccate le progressioni automatiche di anzianità per le fasce stipendiali più elevate ed è mantenuto il blocco dell’adeguamento all’incremento del costo della vita di tutte le retribuzioni e dei trattamenti pensionistici in atto dal 2008. I risparmi così ottenuti – si legge nella nota – si aggiungono alle economie già realizzate dal 2006 al 2010, che hanno già consentito di mantenere ferma la richiesta di dotazione a carico del bilancio dello Stato per ciascun anno del triennio 2011-2013 al livello del 2010 di 228 milioni di euro (sostanzialmente pari al livello del 2008, a seguito della riduzione di 3.217.000 euro della dotazione per il 2009).
“E’ inoltre incisivamente modificata la normativa dei pensionamenti anticipati di anzianità, fissando a regime il limite di 60 anni di età e 35 di anzianità utile al pensionamento, con l’introduzione in via transitoria di misure dissuasive attraverso significative riduzioni dei trattamenti pensionistici. I risparmi così ottenuti – spiega una nota del Colle – si aggiungono alle economie già realizzate dal 2006 al 2010, che hanno già consentito di mantenere ferma la richiesta di dotazione a carico del bilancio dello Stato per ciascun anno del triennio 2011-2013 al livello del 2010 di 228 milioni di euro (sostanzialmente pari al livello del 2008, a seguito della riduzione di 3.217.000 euro della dotazione per il 2009). L’amministrazione provvederà a quantificare l’importo conseguente alle misure suindicate da versare in ciascun anno del triennio al bilancio dello Stato, per essere riassegnato al fondo per l’ammortamento dei titoli del debito pubblico, dandone comunicazione al Ministro dell’economia. Di tutte le economie realizzate, comprese le ulteriori riduzioni delle voci discrezionali di spesa, sarà dato analiticamente conto nella consueta nota annuale illustrativa del bilancio interno del Segretariato generale della Presidenza della Repubblica.

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